MENSE SCOLASTICHE? UN FILM DELL’ORRORE, DICE LA MINISTRA GRILLO

DI CHIARA FARIGU

“Cibi mal conservati, gravi carenze igieniche, perfino topi e parassiti: un film dell’orrore”: commenta così la ministra Grillo i risultati di un’indagine condotta dai carabinieri del Nas su 224 scuole italiane. A farne richiesta lo stesso ministero della Salute, i controlli, durati tre mesi, hanno accertato 81 irregolarità.

Tra queste 7 presentavano una grave situazione igienico-strutturale e ne è stata disposta la sospensione del servizio. Sono state inoltre comminate sanzioni per oltre 576 mila euro, denunciate quindici persone per frode e inadempienze nelle pubbliche forniture e gare d’appalto non rispettate.

Tanti i prodotti alimentari privi di indicazioni di tranciabilità e provenienza o conservati in ambienti non idonei o addirittura scaduti.

“Non possiamo permettere il menefreghismo di chi stipula contratti ben precisi e poi fa il furbo o peggio. A maggior ragione quando è in gioco la salute dei più piccoli e vulnerabili: i bambini”, precisa la ministra, decisa a mettere un punto fermo su una situazione che periodicamente, dietro a denunce di genitori o di docenti, salta fuori.

E tutto questo a fronte di rette mensili ogni anno più elevate al punto che sempre più famiglie chiedono e ottengono di far consumare ai lori figli il cibo portato da casa.

A mancare, ancora una volta sono i controlli. A cominciare dalle gare d’appalto, dove spesso si nascondono frodi e truffe di ogni genere. Come queste ultime messe in luce dai Nas nei 224 istituti scolastici ispezionati. Il peggior incubo per moltissimi genitori, scoprire che nella mensa dove mangiano i propri figli siano state riscontrate gravi irregolarità.

Quel che oggi chiamiamo ‘mensa’ un tempo si chiamava refezione e refettorio era la ‘sala mensa’. Allora la cucina era parte integrante della scuola e, al mattino, era facile incontrare il panettiere, il fruttivendolo o il macellaio che arrivava con le provviste per il pranzo. Era un viso familiare, lo stesso presso il quale molti genitori facevano gli acquisti per la famiglia. I piatti erano di ceramica e i bicchieri di vetro. A fine pranzo tutto veniva lavato, asciugato e riposto per il giorno dopo.

Poi negli anni ’90, quand’anche la scuola primaria, allora elementare, è divenuta a tempo pieno, si è pensato di ‘esternalizzare’ il servizio. Affidandolo a della ditte vincitrici di gare di appalti. Da allora quel rapporto di fiducia tra fornitori e utenti è venuto meno.

Il servizio è spesso carente e i cibi hanno perso in qualità. Vuoi perché cucinati in quantità industriali diverse ore prime e vuoi perché il trasporto dalle cucine ai vari istituti non sempre avviene nelle modalità più idonee. O, come denunciato oggi dai Nas, perché mal conservati, scaduti e pieni di escrementi. Un incubo. Il peggiore in assoluto