GIUSTIZIA PER JESSICA. ALL’ERGASTOLO L’ASSASSINO ALESSANDRO GARLASCHI

DI CLAUDIA SABA

Condannato all’ergastolo Alessandro Garlaschi, il tramviere accusato dell’omicidio di Jessica Valentina Faoro, la ragazza di 19 anni uccisa a Milano con 85 coltellate lo scorso ‪7 febbraio‬.
Garlaschi le aveva offerto ospitalità in cambio di alcuni lavori domestici.
Ed è proprio qui, nella casa dell’assassino, che si e’ consumato l’atroce delitto.
Il processo si è svolto con il rito abbreviato.
Il gup di Milano Alessandra Cecchelli, ha così accolto le richieste del pm Cristiana Roveda.
Garlaschi ha dovuto rispondere anche dei reati di vilipendio di cadavere e sostituzione di persona.
Entro 90 giorni il giudice depositerà le motivazioni della Sentenza.
I genitori della ragazza hanno accolto il verdetto con soddisfazione ”anche se nessuno mi darà indietro mia figlia“, ha dichiarato Annamaria Natella, mamma di Jessica.
Alla lettura della sentenza, nell’aula erano presenti anche il padre e alcuni amici di Jessica.
La vita di Jessica non era mai stata semplice.
Affidata sin da piccola alla comunità aveva vissuto qui fino all’età di 18 anni. Uscita dalla struttura si era trovata sola ad affrontare le difficoltà del mondo esterno.
I lavori precari non permettevano a Jessica di pagare un affitto e così quando ha letto l’annuncio del Garlaschi, alla ricerca di un aiuto domestico, aveva subito risposto e accettato.
Ma l’aiuto dell’uomo non era disinteressato.
La sera in cui è stata uccisa, Jessica aveva rifiutato le avances di Garlaschi.
L’uomo, sentendosi respinto, si era scagliato con furia contro di lei colpendola con 85 coltellate.
Garlaschi aveva confessato subito l’omicidio.
Jessica “ha cercato di difendersi”, ma io “ho rigirato il coltello” che aveva in mano e “l’ho colpita allo stomaco”, aveva raccontato al pm.
E’la prima volta che Garlaschi entra in aula e la sua presenza ha provocato non poche tensioni tra i familiari della ragazza.
Il fratello di Jessica, è scoppiato in lacrime subito dopo la lettura della sentenza e la mamma, Annamaria Natella, si è allontanata velocemente dall’aula.
Una giusta condanna per la morte ingiusta di una ragazza che non meritava certo di finire così.