IL ROSONE DEI CYBO A FERENTILLO E IL DHARMA CINESE

DI RUGGERO MARINO

Daharma è un termine che presso le religioni dell’Asia meridionale riveste numerosi significati. Può essere tradotto come “Dovere”, “Legge”, “Legge cosmica”, “Legge Naturale”, oppure “il modo in cui le cose sono” o come equivalente del termine occidentale “Religione”[. La parola Dharma è usata nella maggior parte delle filosofie religiose o religioni di origine indiana: Induismo (Sanātana Dharma), Buddhismo (Buddha Dharma), Giainismo (Jain Dharma) e Sikhismo (Sikh Dharma). Il termine deriva dalla radice sanscrita dhṛ traducibile in italiano come “fornire una base”, ovvero come “fondamento della realtà”, “VERITA’”, “obbligo morale”, “giusto”, “come le cose sono” oppure “come le cose dovrebbero essere”.
Spesso nell’arte buddhista cinese e tibetana, nel mozzo della ruota del dharmacakra viene inserito un gankyil o un elemento della cultura cinese, il tàijí (太極), che simboleggia l’intersecarsi di sofferenza e liberazione. Questa “ruota” è, nella precedente iconografia indiana, un’arma sacra, segnatamente di Indra. Questa arma è messa in moto (lanciata) dal Buddha Śākyamuni per colpire gli ostacoli, gli errori, gli attaccamenti che impediscono all’uomo di raggiungere il Nirvāṇa. E come un’arma, questa “ruota” (cakra) “colpisce” da uomo a uomo, da paese a paese, da era storica a era storica con gli “insegnamenti” (dharma) del Buddha Śākyamuni.
Decisamente curioso come l’icona che rappresenta il “Dharma” sia quasi perfettamente uguale all’insolito rosone presente sulla Chiesa di Santo Stefano di Ferentillo, che avevamo assomigliato ad un timone. Si dà il caso che signori di Ferentillo divennero i discendenti di papa Cybo, Innocenzo VIII, lo “sponsor” di Cristoforo Colombo. Curioso anche che in quel borgo vennero in delegazione dei cinesi. Curioso infine che Colombo scrisse: “Perché la verità trionfa sempre” e che “ Lo Spirito Santo è presente in cristiani, musulmani ed ebrei e di qualunque altra setta”.