L’OPERAIO MORTO A SAGRON MIS, E’ UN GIALLO CON AL CENTRO IL LAVORO NERO

DI PATRIZIA ING. LASSANDRO

Nel bellunese un impresario boschivo è stato accusato di omicidio colposo per aver violato le norme relative alla prevenzione degli infortuni sul lavoro e frode processuale. Sembrerebbe aver abbandonato il corpo senza vita di Vitali Mardari, operaio moldavo di appena 28 anni, tra i boschi di Sagron Mis, in provincia di Trento. Dai primi accertamenti sembrerebbe che il dipendente al momento dell’incidente lavorava in nero. Il fatto è accaduto il 19 novembre scorso, ma le ricerche condotte dai carabinieri dei comandi di San Martino di Castrozza e Imer hanno svelato la verità. Sulle prime pareva che il moldavo fosse stato ferito mortalmente dalla caduta accidentale di un imponente albero. Stando a quanto riportato dal primo sopralluogo, in aggiunta alle lesioni rilevate in primis, si è capito che la prima ricostruzione non era logica. Nell’area in cui era stato rinvenuto il corpo senza vita del giovane moldavo non c’erano né tronchi né alberi tagliati. A poco a poco è risultato che il corpo dell’operaio era stato spostato dal luogo originario dell’infortunio e che a procurare il decesso erano state le fratture al cranio causate dallo schianto di un cavo d’acciaio di una teleferica. l titolare dell’azienda, probabilmente assistito da una terza persona, avrebbe trascinato per più di cinquecento metri il corpo del giovane caricandolo sull’auto dello stesso. L’imprenditore lo avrebbe successivamente abbandonato nei pressi di un burrone collocando vicino al corpo alcuni brandelli di legno. Lo stesso titolare ha lanciato l’allarme a una guardia forestale. Un’altra triste storia relativa al mondo del lavoro.