MILLY CARLUCCI A CUORE APERTO: “QUANDO IL DOLORE TI SCONQUASSA L’ANIMA”

DI CINZIA MARONGIU

La conduttrice tv è al lavoro come sempre e sta portando in giro per l’Italia il suo “Ballando on the road”. Ma i lutti che l’hanno colpita hanno lasciato un segno: “Non ce la faccio quest’anno a stare a casa per Natale.

La voce è calda e cordiale come sempre. L’atteggiamento è quello super indaffarato che tutti conosciamo bene e che ora si concentra su “Ballando on the road”. Ma la sfumatura di tristezza nelle parole tradisce una Milly Carlucci provata dai tanti lutti che l’hanno colpita in questo 2018. Prima la scomparsa improvvisa di Bibi Ballandi, amico fraterno e produttore del suo “Ballando con le stelle”. Poi la morte di Fabrizio Frizzi, il suo “fratellino”, quello per il quale ha letto un breve brano con la voce rotta dal pianto nella chiesa di piazza del Popolo gremita oltre l’inverosimile. Un altro grappolo di mesi ed ecco il colpo più forte di tutti, la morte del padre, a cui era legatissima. Pochi giorni fa ed è la volta di Sandro Mayer, un altro pilastro della sua esistenza, oltre che di un pezzo importante di “Ballando con le stelle”. “Non vedo l’ora che questo 2018 finisca”.

“È come sprofondare in una voragine. A vuoto si somma vuoto e non vedi mai il fondo. Un abisso senza fine. Ma la vita è fatta così. Non c’è difesa. La reazione emotiva è squassante e profonda da toglierti il respiro. Ma poi sai sempre che il giorno dopo devi alzarti e fare la tua vita. E ti sforzi di andare avanti ben sapendo che la morte è il destino di tutti quanti noi. Non sono l’unica ad aver avuto tante perdite così ravvicinate”.

A cosa ti sei aggrappata?

“Al lavoro. Dover lavorare ti fa ricacciare indietro le lacrime e chiuderle a chiave in un cassetto. In questo modo ho superato i momenti più devastanti. Anche se so bene che quel cassetto sta lì, accanto a me. La grande cura è il passare del tempo che ti fa vedere le cose con razionalità e rassegnazione. Non ho ribellione. Spero solo di essere diventata più forte”.

Che cosa ti è rimasto di queste persone a te così care?
“Quando hai passato tanto tempo con le persone che poi ti lasciano hai decenni di ricordi che rendono devastante la separazione. Io non mi chiedo nemmeno che cosa penserebbero mio padre o Bibi, ad esempio, di una determinata cosa, perché tra di noi c’è stata una tale comunanza di pensieri e una tale condivisione di valori, che lo so già. Sandro poi è stato l’amico di una vita. Con lui abbiamo fatto tanti ragionamenti, tanti pensieri. Ecco, quel bene che hai seminato nutrendo rapporti fatti di stima, rispetto, amore, non muore”.

Hai detto che il lavoro in questo periodo ti ha molto aiutato. Ormai “Ballando” è una vera e propria macchina che non si ferma mai. Come vanno le cose con “Ballando on the road”?

“Molto bene. Con le due tappe romane del 15 e 16 dicembre finiamo il tour in Italia alla ricerca di nuovi talenti. Pensa che in una sola giornata faremo la bellezza di 250 provini: la risposta della gente è stata pazzesca. I numeri delle iscrizioni sono raddoppiati rispetto all’anno scorso. Ora viene la fase difficile e cioè la grossa scrematura. Da migliaia di iscritti dobbiamo passare a 100 ballerini che poi parteciperanno alle puntate pomeridiane di “Ballando on the road” in onda a febbraio. E a marzo ci saranno gli otto finalisti che parteciperanno al serale. E non finisce qui”.

In che senso?
“Alcune persone che si sono presentate a “Ballando on The road” sono stata contattate per fare un programma sul ballo che sarà in onda Rai Gulp. Altre invece saranno ospiti de “Lo zecchino d’oro”. Altre ancora, per il loro talento o per la loro storia personale, parteciperanno a vari altri programmi, come è già successo l’anno scorso. Inoltre anche la prossima estate uno di loro farà lo stage a New York e parteciperà al Festival di Danza organizzato da Antonio Fini, avendo la possibilità di essere notato e contattato da importanti compagnie di ballo americane. Come è già successo l’anno scorso alla giovanissima Sara Verocchio che ha vinto due borse di studio. Ciò che mi piace di tutto questo è che, a parte “Ballando”, ho la sensazione di offrire la luce dei riflettori a tanti talenti nascosti che ci sono in Italia e che rischiano di essere ignorati nella nostra grande provincia”.

Uno dei motivi di forza di “Ballando” è la capacità di rinnovarsi e stupire. Nella scorsa edizione è successo con la same sex dance di Giovanni Ciacci e Raimondo Todaro. E la prossima? Puoi svelarci qualcosa?
“Siamo ancora nella fase della costruzione del cast e delle varie coppie. Ma di sicuro ci saranno novità. “Ballando” è un programma che riesce sempre a sorprendere i telespettatori. Quando tutti pensano che andremo indietro noi ci spostiamo avanti. E chi ci aspetta a sinistra, magari ci ritrova a destra. Di sicuro cercheremo come sempre di rispecchiare ciò che c’è nella nostra società”.

Come passerai le feste?
“In famiglia, con le mie sorelle, come sempre. Ma quest’anno vorrei non passarle a Roma. Mi fa troppo male. Sarà un Natale duro che spero di trascorrere in qualche posto lontano dai ricordi”.

Cosa ti aspetti dal 2019?
“Il 2018 è stato un anno molto doloroso che mi ha insegnato a gestire tante cose di me stessa e ad avere una forza che non avrei sospettato di possedere. Ora però desidero un anno leggero, leggero, leggero”.

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