DAMMI IL TELEFONINO, FROCIO! E GIU’ BOTTE

DI MARINA POMANTE

Ennesimo episodio di omofobia, aggressione e percosse, accaduto nel nostro emancipato e moderno Paese.
Il fatto è accaduto ieri 14 dicembre nel Ragusano. Il “branco” ha aggredito un 20enne che è stato avvicinato da un gruppetto di sei ragazzi (forse addirittura minorenni) che gli hanno intimato di consegnare loro il telefonino, al diniego del ragazzo sono scattate parolacce e aggresioni fisiche: il giovane è stato colpito alla testa, al viso e al torace, calci e pugni interrotti solo per l’intervento del titolare di una pizzeria che ha trascinato via il ragazzo mettendolo al riparo all’interno del suo locale.

La vittima è un ragazzo omosessuale che lavora in uno studio di parrucchieri di Vittoria e che oggi ha denunciato l’accaduto alla Polizia.
Il giovane, medicato all’ospedale ha riportato contusioni alla testa allo zigomo e al costato ed è stato giudicato guaribile in cinque giorni.
Un episodio di ordinaria violenza di gang di ragazzi, solo che nella fattispecie, il fatto implica chiare connotazioni omofobe. Nell’esposto, presentato insieme al suo legale, l’avvocato Nunzio Valerio Palumbo, il 20enne ricostruisce un mese di paura: “è da tempo che mi pedinano e mi insultano, gridandomi ‘frocio, frocio’ e mi hanno anche sputato addosso. Questa escalation mi fa paura, e temo per la mia incolumità”. Queste le parole della giovane vittima.
Naturalmente dall’esposto, sono scattate le indagini avviate dalla Squadra mobile della Questura di Ragusa.

Un episodio questo che non rientra solo nella solita logica del bullismo ma è aggravato dal sentimento omofobo, che parrebbe essere l’unica vera ragione dell’aggressione. A chi ha picchiato il giovane, probabilmente non interessava nulla del telefonino, che è invece stato usato come pretesto per arrivare a sfogare la violenza.