IL BAMBINO VESTITO DI ROSA

DI VANNI CAPOCCIA

A sentire quello che è successo in un asilo di Chivasso cadono le braccia. Un bambino si era sporcato, le maestre non avendo altri ricambi di riserva che dei pantaloncini fucsia lo hanno cambiato con questi.

Il lunedì la madre torna all’asilo e consegna alle maestre un foglietto con il quale le ringrazia, aggiungendo però che avrebbe preferito trovarlo “pisciato” piuttosto che vestito da femminuccia e “con le idee sull’identità di genere in conflitto”.

L’asilo si chiama Peter Pan, il bambino che sapeva volare e non voleva crescere preferendo un’infanzia indefinita e senza fine sull’Isola che non c’è.

Anche la madre del bambino di Chivasso si rifiuta di crescere ma non sa volare e vive in un mondo infelice. Altrimenti avrebbe già capito che suo figlio crescerà e sarà come vorrà essere, persino nella scelta dei vestiti.

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