SPRINT FINALE DA BRIVIDO PER EVITARE LA PROCEDURA

DI MARINA POMANTE

Pierre Moscovici, ha spiegato a Radio Rtl il suo impegno per evitare la procedura di infrazione all’Italia per la sua legge di Bilancio. “Sto lavorando per garantire che l’italia non sia punita e sono fiducioso”. Ha inoltre spiegato che ci sono i presupposti per un dialogo costruttivo a garantire che l’italia possa portare avanti la politica che vuole. Ma lo deve fare in base alle regole.

Ha inoltre replicato alle accuse di un trattamento di favore per la Francia che, dai calcoli, ha un deficit/pil al 3,2%, più alto paragonato a quello dell’Italia al 2,04% e ha spiegato: “Non solo non mi piace usare due pesi e due misure, ma non mi piace l’ingiustizia. Uno scostamento temporaneo, limitato ed eccezionale” dalla regola europea che limita il deficit di un Paese al 3% del Pil, è “concepibile” con riferimento alla situazione francese. Quindi Moscovici è assolutamente fiducioso sul fatto che non ci sarà nessuna procedura contro Parigi e ha ammesso che il prossimo anno la Francia “sarà l’unico Paese con un disavanzo sopra il 3 per cento del Pil”.

Mettendo a confronto la situazione francese e quella italiana, Moscovici parla di “grandi differenze”.

La Francia deve fare fronte a una emergenza sociale e le misure eccezionali sono spalmate su un anno con uno sforamento temporaneo, che è autorizzato dalle regole, invece In Italia c’è una politica di rilancio su 3 anni.

In un’intervista ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format “I Lunatici”, Di Maio difende la manovra economica, assicurando che “nelle prossime ore” si chiuderà senza tagli al reddito di cittadinanza o a quota 100.

Tante sone le novità per i cittadini, ha detto Di Maio: “tagliamo fino al 40% le pensioni d’oro, tagliamo il 30% dei premi Inail, questo è un decreto che firmerò a breve e significherà abbassare il costo del lavoro per le imprese che assumono, che dovranno pagare meno di tasse all’Inail. Poi ci sono gli incentivi per le auto non inquinanti, così combattiamo lo smog”.

In questo momento è fondamentale trovare un dialogo con l’Europa. Per Di Maio Tutto quello che poteva essere fatto è stato fatto e la volontà del Governo è perseguire l’obiettivo. Di Maio aggiunge: “Abbiamo fatto una legge di bilancio che mantiene le promesse e stiamo anche facendo un’offerta all’Unione Europea di riduzione del deficit, che ci permette quindi di stare non proprio del tutto nei parametri ma di dare un segnale di dialogo”.

Per il vice premier è importante stabilire che: “Non ci sarà nessun accordo se ci chiederanno di tradire gli italiani. Ci sarà un accordo sulle promesse mantenute, non su quelle tradite”. Queste ore saranno decisive e oggi il Governo ha riacceso i motori per l’ultima volta. Di Maio ha detto: Stanotte il ministro Tria e il presidente Conte hanno lavorato agli ultimi conti, ora si dovrebbe chiudere. Sono fiducioso su questo. Dal primo gennaio entrerà una legge di Bilancio che può dar vita a un cambiamento in Italia”.

Il vice premier smentisce qualsiasi ipotesi di taglio alle misure come quota 100 e il reddito di cittadinanza. “Come sono partite, così arrivano. Siccome partono un po’ dopo, il reddito a marzo e quota 100 a febbraio, costeranno un po’ di meno. Quando ci sediamo al tavolo io, Conte e Salvini troviamo sempre una quadra. Quello che abbiamo ottenuto ogni volta che abbiamo dialogato è un miglioramento sia dei rapporti tra di noi che di risultati per gli italiani. La gente che mi ferma per strada mi chiede di non litigare, di proseguire verso gli obiettivi e di risolvere i problemi”.

Nell’intervista ha parlato della Start-Up Italia: “Ho incontrato ragazzi che hanno brevettato dei progetti tecnologici che cambieranno e miglioreranno la qualità della nostra vita. Ragazzi che investono risorse economiche a volte dei genitori, a volte fanno un doppio lavoro, magari fanno i camerieri per guadagnare quei soldi necessari a sviluppare un progetto. Per questo vanno aiutati. Dal primo gennaio in Italia parte per la prima volta nella storia del nostro Paese un fondo da un miliardo di euro che servirà a finanziare le idee innovative. Finanziamo i nostri ragazzi e andiamo a prendere idee innovative anche da altri Paesi”.

Comunque resta tutto fermo a Bruxelles, il Governo sta cercando di apporre le ultime modifiche concordate sulla manovra proprio per evitare la procedura d’infrazione.

Dalla commissione si sa’ poco o nulla. La cautela continua a essere massima. La cosa certa è che da quanto risulta, il documento che il Governo ha inviato a Bruxelles questa mattina, con le cifre corrette della manovra 2019 e sulla base di un obiettivo di decifit/pil nominale sempre a quota 2,04%, non viene per il momento giudicato convincente, sufficiente a garantire il rispetto anche minimo del principio di una riduzione del deficit/pil in termini strutturali.

La discussione tra i capi di gabinetto, che rappresentano i Commissari europei sul caso Italia, è stata sempre molto accesa e il messaggio finale, a quanto pare, è che l’avvio della procedura può ancora essere inserito nell’ordine del giorno della riunione di mercoledì. Insomma un’eventualità per il momento ancora non scongiurata.

Il portavoce della commissione Ue, Margaritis Schinas, fa sapere: “Il dialogo con l’Italia sul bilancio 2019 continua. I commissari Dombrovskis e Moscovici sono in contatto con il ministro Tria. La Commissione deciderà i prossimi passi sulla base dei risultati di questo dialogo”. Sicuramente c’è stata una conversazione telefonica, in mattinata, tra il ministro dell’Economia Giovanni Tria, e i commissari Pierre Moscovici e Valdis Dombrovskis. E lo schema su cui si lavora è quello del deficit al 2,04 per cento. E Tria ieri in serata è arrivato a Palazzo Chigi per un vertice con il premier Conte.

Ieri Salvini si mostrava ottimista insieme al sottosegretario leghista all’economia Massimo Garavaglia, che in un’intervista al Gr1 Rai ha detto: “Sì, siamo ottimisti”. LSa riunione nella notte avrebbe portato risvolti positivi: “abbiamo affrontato temi politici e li abbiamo risolti”. Quanto a reddito di cittadinanza e quota 100, ridotti di due miliardi ciascuno rispetto agli stanziamenti iniziali, Garavaglia sostiene che “questo sul 2019 non comporta problemi, ciò che è importante è che le misure si tengono nel triennio”. Anche il vicepremier M5S, Luigi Di Maio, esultava: “Rimettiamo l’Italia in carreggiata e presto potremo inserirci in corsia di sorpasso”. Ma nel pomeriggio di ieri tutto è cambiato e il vicepremier, Matteo Salvini, ha cambiato i toni con battute al vetriolo nei confronti della Commissione: “Mi auguro che a Bruxelles ci sia buonsenso e non figli e figliastri: all’Italia contano anche i peli del naso e alla Francia di Macron fanno fare quel che gli pare. Mi auguro che la partita sia chiusa. Abbiamo fatto quel che dovevano fare, se ci chiedono di tagliare ancora, no basta”.