“FABBRICA TEATRO”. UNA SCUOLA UN TEATRO NELLA PERIFERIA ROMANA

DI ITALO MOSCATI


UNA SCUOLA, UN TEATRO NELLA PERIFERIA ROMANA. INCONTRO CON TRE AMICI: PAOLO GRAZIOSI, PETER DEL MONTE E GIANCARLO SAMMARTANO . PER L’OCCASIONE, PAOLO HA RECITATO UN TESTO DI SAMUEL BECKETT IN UNA SALA GREMITA DI GIOVANI. SUCCESSO E SIMPATIA…
SI CHIAMA “FABBRICA TEATRO” UN PALAZZO-CAPANNONE- MAGAZZINO. UN COMPLESSO EDILIZIO CON SPAZI PER RECITARE ( NELLA SCUOLA DIRETTA DA GIANCARLO SAMMARTANO, REGISTA E PROFESSORE) E RAPPRESENTARE CON OSPITI COME PAOLO DALLE MOLTE QUALITA’…SPIRAVA UN’ARIA BUONA, LA PRESENZA DI TANTI GIOVANI ENTUSIASTI COLPIVA…CI TORNERO’…

Se ero lì era per merito di Paolo Graziosi e di sua moglie Elisabetta, attrice. Con Paolo stiamo cercando di mettere su un progetto (che non rivelerò). Conosco Paolo dai tempi del teatro d’avanguardia, nei tanti lavori che ha fatto con Carlo Cecchi e con altri, in un’attività intensa e pluralista. Ho scelto una foto di Paolo con uno dei suoi maestri Eduardo per mostrare com’era e com’è, ancora pieno di interessi e prospettive; ha fatto anche tanta radio molto bene. L’elenco di impegni non solo nel teatro ma ovunque di questo artista nato a Rimini depone bene anche per la curiosità e capacità d’attore e di regista, per la passione che mette anche in impegni come quello accettato dopo l’invito di Sammartano. Con lui siamoi amici da anni, ci conosciamo grazie a quelle forme di rapporto che si creano tra persone che muovono fiducia, rapporti che esistono e si allargano. Paolo è l’esempio delle curiosità e aperture tra i mondi piccoli e grandi che cercano di forzate le maglie strette, spesso un castigo, che affliggono lo spettacolo in tutte le sue manifestazioni. Non è un bel momento per il nostro spettacolo che genericamente vivacchia ma che ancora, magicamente, riesce a spuntarla, o almeno tentare. Grazie, questo, all’attivismo dei registi e degli attori. Eccettuato il cinema, che macina risorse e tira avanti alla meglio soprattutto per la presenza nei festival, si sta profilando una situazione diversa, specie nel teatro. Non esiste più il teatro di regia legato ai registi-direttori degli Stabili. I grandi (da Strehler e Carmelo Bene, a Luca Ronconi…). Si è creato un pluralismo difficile che non soddisfa e non rinnova. Contemporaneamente aumentano le piccole e piccolissime compagnie o gruppi che esplorano il presente pensando al futuro. Per questo motivo, per questa illuminazione nelle intenzioni mi è piaciuto andare alla “FABBRICA TEATRO!”, provare l’emozione che provano decine di ragazzi che non hanno paura e si avvicinano a Paolo e Giancarlo per…imparare, e continuare…