SE SI CRITICA IL VAR ANCHE QUANDO È PERFETTO…

Di VANNI PUZZOLO

 

Su off-side e gol fantasma siamo alla perfezione, ma sui falli il protocollo ostacola.

E’ sorprendente che l’altra sera al termine di Atalanta-Lazio, qualcuno abbia avuto da dire sul gol annullato alla Lazio, o sul tempo perso nell’annullarlo, o sulla presunta gioìa che verrebbe strozzata in gola.
Cominciamo da quest’ultimo: ma perché n non sono stati altrettanto emozionanti quei tre minuti con il cuore in gola di tutto lo stadio,
dei due allenatori e delle squadre, tutti ad aspettare con il fiato sospeso per capire se avevano vinto, perso, o pareggiato?

Ora, io credo, fermo restando che rispetto le opinioni di tutti, se c’è una cosa che il Var ha dato certezze è proprio sul fuorigioco.
Ora la sicurezza di prendere una decisione giusta e sicura raggiunge il 100/100, e vi sembra poco?

In quante partite si è discusso sul millimetrico fuorigioco, e si sono assegnati scudetti con il dubbio ( ricordate il gol di Turone e le eterne polemiche mai sopite?), e ognuno rimaneva poi sulla sua posizione personale.
Ora zero discussioni, ad ogni gol viene verificato il possibile offside e se anche alcune volte, per la complessità dell’azione serve tempo,( spesso si va a ritroso nell’azione) si arriva ad una certezza assoluta, che fra l’altro nessuno mette più in discussione e accetta con serenità.
Un po’ come il gol-line tecnology , certezza matematica, e pure qui, in passato, si sono assegnati scudetti ( ricordate i gol di Muntari e Cannavaro e anche li scudetti polemicamente vinti? ).
Avete notato con quanta serenità i giocatori in campo ieri sera hanno aspettato l’esito? E poi zero polemiche, e pazienza se servono un paio di minuti in più: l’esattezza della decisione sana tutto.
Senza queste nuove certezze per un gol annullato al 94’ ci sarebbero state polemiche a non finire.
Pensate che questa situazione l’ha accettata serenamente anche Inzaghi, l’altra sera, uno che di norma, e sempre stato contro il Var.
Fra l’altro oltre ad avere la certezza di una decisione presa giusta, si ha anche la
certezza che, in questo caso non ci sarà mai alcuna sudditanza psicologica, toccherà a tutte le squadre , prima o poi, privilegiarsi di una scelta o di subirla, ma nessuno potrà mai vedere, in questo caso, complottismo.

Tirano una linea, diventa un fatto geometrico, non a caso lo chiamano guardalinee elettronico.

Il vero problema del Var, rimane il protocollo, scritto male e poi corretto in peggio: fatto per non essere chiaro, per lasciare libero campo ( troppo) alle interpretazioni soggettive e discrezionali degli arbitri che poi si fanno condizionare e sbagliano, e mettono in condizione il Var di non poter intervenire, alimentando tutta una serie di insinuazioni ( con un protocollo normale il grave errore commesso a Roma da Di Bello sarebbe stato facilmente corretto dal Var Chiffi, e il Genoa avrebbe beneficiato di un sacrosanto rigore).

Serve liberare Il Var dall’interpretazione restrittiva, del resto a chi interessa della centralità dell’arbitro? A nessuno, se questa viene meno in nome di decisioni giuste, e in nome di errori evidenti corretti.

Certo l’arbitro perderà potere e lo acquisterà sempre più la tecnologia, ma le partite saranno sempre più regolari, e gli errori sempre più corretti, e in fondo la gente sportiva chiede quello, solo quello.

È come avere una Ferrari e imporsi di andare sempre in terza, la tecnologia oggi aiuta tantissimo, perché non usarla ?

.