MARCELLO MASTROIANNI, UN ISTRIONE DIVERTENTE E PIENO DI VITA

DI GIANCARLO GOVERNI

Vi sono immagini, sparse per il mondo, che forse non verranno mai cancellate. Sono le cosiddette icone, cioè le immagini che designano e descrivono un’epoca. Una è senz’altro quella che ritrae Marcello Mastroianni che entra nell’acqua della Fontana di Trevi per raggiungere Anita Ekberg. L’altra immagine è quella che vede Mastroianni dentro una tinozza, con un cappello nero in testa, attorniato da bellissime donne che lo lavano, lo coccolano, lo asciugano all’interno di un harem nostrano. Marcello beato tra le donne, dunque, simbolo del maschio italiano, del latin-lover, del novello Rodolfo Valentino, che pure interpretò in teatro. Ma lo interpretò con quell’ironia che era il proprio marchio distintivo e che gli derivava forse da una sorta di pigrizia tutta italiana. Una pigrizia elevata a concezione di vita e che probabilmente era quello che gli permetteva di aderire al personaggio guardandolo un po’ dal di fuori, con una certa dose di distacco. Col risultato di diventare l’attore italiano più famoso nel mondo.

Ma poi si può chiamare pigro un attore che ha interpretato 156 film ed ha partecipato a una ventina di produzioni teatrali? Un attore che non riusciva a stare lontano da un set?

Mastroianni era considerato un bello, e lo era veramente. Era italiano ed era bello, quindi doveva essere per forza un latin lover. Un’etichetta contro la quale si difese per tutta la vita, imbruttendosi, interpretando la parte del cornuto, dell’uomo incinto e persino sposando una nana.

Ebbe alcuni amori forti e una sola moglie per tutta la vita. Sullo schermo amò le donne più belle del cinema mondiale, ma una per 12 volte: Sophia Loren.

Un giorno Fellini disse: Marcello Mastroianni sono io. Infatti il grande regista raccontò in molti film il suo mondo poetico persino se stesso, attraverso la recitazione di Mastroianni.

Impossibile pensare a La dolce vita, o a Otto e mezzo senza il volto di Mastroianni, che però non si montò mai la testa e non si lasciò tentare dalle offerte hollywoodiane, quelle che avrebbero finito per obbligarlo in un ruolo fisso, in una camicia troppo stretta, in una maschera quasi.

L’anzianità non gli tolse nulla perché un attore non invecchia mai se i ruoli che interpreta sono quelli della propria età reale. Questo è ciò che ha fatto Mastroianni, anche mettendosi a disposizione di registi giovani o apparendo al fianco di attori giovani e di forte presenza che altri non avrebbero gradito. E sempre con l’aria di chi non fa altro che essere se stesso: cambiano i luoghi, le storie, le battute ma lui è sempre Marcello Mastroianni, istrione divertente e pieno di vita, se non di vitalità.