SAPETE COSA FACEVANO DAVVERO LE SIGNORINE COME MARY POPPINS?

DI LOREDANA LIPPERINI

Un po’ stupita, oggi, dal fatto che i libri di Pamela Travers siano così poco letti rispetto ai film, ricapitolo. Mary Poppins è fuggita e tornata quattro volte. Ha esordito nel 1936 spinta dal vento dell’ Est e sorretta da un ombrello, e nel corso delle successive apparizioni fra i mortali si è servita di un cervo volante, di una giostra e della scintilla di un petardo. Quando, nel 1994, Antonio Faeti firmò l’introduzione all’edizione dei quattro volumi per Bompiani, si soffermò a lungo sulle colleghe dell’istitutrice, meno celebri anche se parimenti profumate di pane abbrustolito e portatrici di tazze di latte bollente. Il suo timore era ed è, par di capire, che l’ Italia poco sappia del ruolo effettivo svolto nell’Inghilterra vittoriana da signorine che non si limitavano a soffiare nasi e cambiare pannolini, ma regnavano da sovrane in un territorio separato dal resto della casa e dotato di rigide regole comportamentali, la nursery, dove forgiavano il carattere e il destino di ragazzini che sarebbero divenuti potenti, o famosi. Un esempio fra i moltissimi possibili: Robert Louis Stevenson, e l’influenza della signora Alison Cunningham detta Cummy nell’ideazione di quel piccolo capolavoro che è “La strana storia del Dr. Jeckyll e di Mr. Hyde”. Perché fu Cummy ad educare il piccolo Stevenson a colpi di spettri, streghe e Calvino, inducendolo a credere infine (parole sue) che “nel mondo non ci fossero che due campi: quello dei totalmente pii e rispettabili e quello dei totalmente profani, mondani e malvagi; i primi quasi sempre in ginocchio a cantare inni, i secondi sulla via della forca e dell’ inferno più nero”. Jeckyll e Hyde, per l’ appunto. Eppure ci sono governanti che dovremmo ricordare, al cinema: “La prima moglie”, che Alfred Hitchcock girò nel 1940 da Daphne Du Maurier e “Suspense”, che Jack Clayton trasse nel 1961 da “Giro di vite” di Henry James. Mary Poppins è un contraente vero: non si piega in basso, non bamboleggia, ma dai bambini mutua la capacità di simbolizzazione: di anarchia, anche. E’ cresciuta, ma non troppo. Faeti cita in proposito un termine, neotena, che la biologia adotta per definire quei casi di crescita parziale, come quella di un certo girino messicano che decide di diventare adulto ma non completamente, arrestandosi prima che lo stadio evolutivo si completi. E ricordando. Come dice lo Storno alla disperata neonata che non vuole crescere e ricordare il linguaggio degli uccelli e del sole: “Non c’ è mai stato un essere umano che abbia ricordato dopo l’ età di un anno, al massimo, eccetto lei”. Lei, naturalmente, è Mary Poppins.