MANOVRA PASSA AL SENATO. MA ATTENZIONE: E’ L’INIZIO DELLA FINE PER LEGA E M5S

DI LUCIO GIORDANO

Alle 2.30 della notte arriva finalmente il risultato. 167 i Si, 78 i no,  3 gli astenuti, tra cui Mario Monti e l’ammiraglio De Falco,. Una bagarre che ha visto slittare di ora in ora il voto dei senatori, con il Pd che minaccia di rivolgersi alla consulta, perche  non è stato consentito di procedere a un solo voto sul testo.

Un voto a scatola chiusa. Questo è cio’ che hanno fatto  i parlamentari stanotte. Una manovra al buio. Un bilancio reso noto a grandi linee e   senza la possibilità di discussione. Peggio di quando al governo c’erano Berlusconi e la Lega. Peggio di quando il parlamento era ostaggio dei renziani. La manovra del popolo che si trasforma in una manovra dei favori a piccole e grandi lobby, ecco. Ridicolo, non trovate? Dando uno sguardo ai vari emendamenti,  si trovano infatti tagli sugli investimenti da nove a tre miliardi,  il blocco delle  assunzioni nella pubblica amministrazione fino al novembre 2019, regali di Natale agli evasori fiscali, e non solo ai 5 stelle e famiglia,  ma anche e soprattutto ai parlamentari della Lega. Sono talmente tanti che è meglio non fare nomi, meglio lasciarli nel mucchio e nell’anonimato. Tanto non servirebbe a granchè perle dinamiche del dibattito politico.

Appare evidente che con un parlamento esautorato dalle sue funzioni,  Lega e 5 Stelle abbiano gettato definitivamente la maschera. Chiarissimo: degli italiani, a loro,  non interessa niente e a naso saranno mesi cupi per il Paese e per la stessa democrazia. Bastava ascoltare le voci fuori dal coro di chi nell’ideale a 5 stelle ( l’onestà , stando  sempre  dalla parte dei cittadini) , aveva creduto per davvero,   cioè  gente come Morra, la Fattori o Campolilllo, per capire che l’illusione di un cambiamento vero nella società italiana  sia già al capolinea. Una svolta a 180 gradi da parte del movimento, che in campagna elettorale aveva promesso A e si ritrova a fare esattamente l’opposto:  la conferma di come ai leghisti interessi solo e soltanto il proprio orticello. Come ha faceva notare  Matteo Renzi, in un veemente attacco al senato: “Avete mentito, avete truffato gli italiani. Il 4 marzo eravate il cambiamento, adesso siete il vecchio. Voi senatori siete stati trattati come il pubblico dei talk show. Potrete ingannare tutti per un po’. Potrete ingannare qualcuno per sempre. Ma non potrete ingannare tutti per sempre. E con oggi è finito il tempo del governo dei populisti”.

Ecco, in questo clima, con queste premesse, la protesta popolare nei prossimi mesi non potrà  che montare. Governeranno ancora per un lungo periodo insieme, Lega e 5 stelle. Forse anche un anno intero. Ma inevitabilmente i  consensi per la lega si sgonfieranno e i 5 stelle, con questi presupposti,  si scioglieranno come neve al sole.  Salvini, per rendersene conto,  volga lo sguardo verso il Danubio, osservi attentamente quello che sta accadendo al suo amico Orban, il leader dell’estrema destra sovranista, travolto in pochi mesi  dalle proteste quotidiane degli ungheresi, e capisca quale sarà il suo destino. Lo capisca in fretta, smetta di fare l’influencer di cibo e abbigliamento, perchè le prospettive sono quelle e per lui sono allarmanti. I sondaggi al nord lo danno in forte calo, anche di dieci punti e, pur se le cose vanno meglio al meridione, la contraddizione appare evidente. La lega perde infatti  nei suoi bastioni, e non sfonda in quel sud che non si accontenta più delle facili promesse.

MA ancor di più, ora,   devono preoccuparsi gli italiani. Con il voto del 4 marzo volevano liberarsi giustamente di Renzi e Berlusconi, si ritrovano a subire due partiti che stanno facendo addirittura peggio, da un punto di vista economico, politico e sociale. In fondo Steve Bannon, secondo molti  il deus ex machina della Lega, puntava proprio a questo. Al caos:  per papparsi L’Italia con le sue lobby di potere. Perchè in fondo quello che non è chiaro  a molti,  è che MAcron e la Le Pen, Renzi e Salvini, sono  semplicemente due facce diverse della stessa medaglia.  Due destre.  Entrambe fanno parte dei cosiddetti poteri forti,  e sono in lotta tra di loro per la supremazia.

Altro che difesa del popolo, dunque. Qui è in atto un violento  attacco al popolo. E forse è ora che il popolo si svegli. O si rassegni alla mortificazione.