SPERANZA IN UN PENSIERO NUOVO NELLA SINISTRA FRAMMENTATA

DI CARLO PATRIGNANI

Vanno prese per buone e sincere le coraggiose, audaci parole dette al Fatto quotidiano dal socialista Roberto Speranza: […] serve un pensiero nuovo, oltre a nuovi protagonisti, per rifare una nuova forza di sinistra. Perchè, spiega Speranza, il socialismo è una parola del futuro, non del passato. Socialismo significa lotta contro le diseguaglianze, lavoro, un nuovo ruolo dello Stato.

Contemporaneamente, il direttore del magazine Jacobin, Bhaskar Sunkara, in un’intervista a Repubblica, aggiunge il messaggio socialista è universale, applicabile in ogni angolo del mondo […]  E la lezione dei socialisti democratici americani da Sanders e Ocasio-Cortez: sono le diseguaglianze a creare conflitti, non il colore della pelle, ne è una parte rilevantissima.

Ma ancor di più va considerata la ricerca in atto nel think-tank Social Europe vicino al Partito Socialista Europeo di coniugare assieme il perseguimento del benessere materiale con ben altre conquiste non materiali così da dar vita a una buona società, nella quale a ciascun individuo sia data la massima possibilità di influire sulla propria esistenza e sulla costruzione della propria vita.

Segnali questi di un dibattito interno al microcosmo delle forze socialiste, socialdemocratiche e post-comuniste europee uscite sconfitte quasi ovunque negli ultimi anni: apprezzabile l’opera di Antono Costa in Portogallo come quella di Pedro Sanchez in Spagna ma largamente insufficienti rispetto all’importante epocale appuntamento delle elezioni europee di fine maggio 2019.

Se banchieri, nazionalisti e fascisti con largo anticipo si ritrovano accasati, uniti e protetti nell’International Nationalist e nel nuovo asse autoritario globale, le forze progressiste (socialisti, socialdemocratici, post-comunisti) si ritrovano senza fissa dimora, divise, frammentate: ciascuna a difesa del proprio territorio, della propria casetta mentre dovrebbe essere questo il momento di dar vita a un fronte comune globale su un programma alternativo, credibile, praticabile per fronteggiare i populismi nazionalisti, illiberali, razzisti e fascisti.

L’opportunità è a portata di mano: confluire senza se e senza, ciascuna con la propria identità, nell’International Progressive di Bernie Sanders e Yanis Varoufakis cui aderisce il laburista Jeremy Corbyn per un New Deal Internazionale e un nuovo e progressista Bretton Woods perchè, per combattere questi autoritarismi di destra non si può tornare al fallimentare neoliberismo, ma c’è bisogno di un movimento internazionale progressista che segua una visione di prosperità condivisa, di sicurezza e dignità per tutti, e che si muova contro l’esistente ineguaglianza globale che riguarda non solo la ricchezza ma anche il potere politico.