UN NATALE BUIO

DI PAOLO BROGI

Ci avviamo al Natale più buio che si ricordi. Con i razzisti e gli xenofobi al governo del paese.
Quelli che chiudono Riace, il paese della solidarietà, e lasciano aperta la miseranda favela di San Ferdinando dove i braccianti di colore muoiono nei roghi. Perché, ha chiesto Mimmo Lucano, reo del reato di solidarietà?
Risposta non pervenuta.
Avremo nel prossimo anno un riscontro elettorale. Le ultime rilevazioni non sono favorevoli ai razzisti e agli xenofobi, registrano un calo. Però a sinistra che c’è?
Che fare? Dovremo farci sentire. Basta con le divisioni penose e con i tornaconti meschini.
Abbiamo a che fare col 2019, cinquant’anni fa la reazione cercò di spezzare i sogni degli italiani, con la strage di Piazza Fontana (17 morti, 88 feriti) il terrorismo avviò la sua lunga stagione di terrore, iniziarono gli anni del tritolo (altro che anni di piombo, comoda definizione per focalizzarsi solo sul terrorismo di sinistra), vennero uccisi innocenti, uno per tutti l’anarchico Pino Pinelli “precipitato” il 16 dicembre dal quarto piano della Questura di Milano.
Non ci arrendiamo, vogliamo la verità, non possiamo permetterci il lusso di restare prigionieri di un sistema imbarbarito che alle menzogne del passato aggiunge quelle dei governanti di oggi.