A NATALE NON REGALATE DONATE

DI TINA CAMARDELLI

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Natale non appartiene solo ai Cristiani, ma rappresenta un evento spirituale di portata universale. E’ la nascita della scintilla divina in ognuno di noi.
Cristo nasce ormai periodicamente da 2000 anni, ma se non rinasce in noi, la nostra anima è vuota è smarrita.
Solo risvegliandoci e accogliendo quella scintilla, raccoglieremo i frutti, come? Apprezzando quanto la vita ci offre quotidianamente, amando sempre e tutti incondizionatamente.
Lasciamo un piccolo spazio, per piantare un grande seme dentro di noi, per far nascere un bambino di luce.
La rinascita porta luce che si diffonde, da condividere con gli altri, io dono la mia luce. Questo gesto mette in moto la legge di causa/effetto, quando dono ricevo, proprio cosi!
Donando ricevo: amore, gratitudine, fiducia, benessere e felicità.
“I Cristiani hanno dimenticato completamente
cos’è o dovrebbe essere il Natale. E’ diventato
un rito. Deve essere una specie di dono, uno splendore
interno, deve essere un amore per la vita.
Deve essere una ricerca dello straordinario
nell’ordinario, del sopramondano nel mondano.
Deve essere la ricerca di Dio nella natura,
dell’invisibile nel visibile.” Osho

A Natale non regaliamo, doniamo il nostro sapere, il nostro amore, il nostro tempo.
Sapete qual è la differenza tra regalare e donare?
Questi due verbi vengono usati come sinonimi, eppure tra loro c’è un abisso. Regalare deriva da rex e galia; le regalie erano i diritti spettanti al re. Donare è ciò che si dà senza ricevere prezzo, ricompensa o restituzione. Ad esempio gli organi vengono donati, non regalati; quando parliamo di nascita diciamo il dono della vita, la differenza è sostanziale. Aristotele diceva che il dono era “irreddibilis datio” cioè una consegna irrevocabile e non restituibile, dare non prevede un “ do ut des” dare per avere.
Regalare è uno scambio utilitaristico, quasi un dovere.
Donare è un’arte, per niente semplice. Attenzione, donare non ciò che si ha, ma ciò che si è, questo non richiede la reciprocità, è un atto di assoluta libertà.
Ricordiamo le parole di Gesù sull’arte del dono: “non sappia la tua mano destra quello che fa la tua mano sinistra”, Matteo 1,6.
Nella nostra epoca dove ogni cosa vale un prezzo è necessario andare a cercare ciò che per noi è inestimabile e quando l’abbiamo trovata è nostra responsabilità donarla, consegnarla nelle mani dell’ altro, indipendentemente da tutto il resto, incondizionatamente.
Alla domanda cos’è un dono? Jovanotti rispose “Non qualcosa che non deve essere pagata, bensì che non può essere comprata”.
A Natale diventiamo noi stessi un dono per un figlio, per un marito o una moglie, per una madre o un padre, per un amico o un collega.
In fondo non è difficile, basta chiedersi cosa può rendere felice un coniuge, un genitore, un figlio, un amico.
E allora scopriremo che c’è sempre un figlio che aspetta un pomeriggio da passare insieme; un marito che aspetta un perdono sospeso nel tempo; una madre che attende un’ora di compagnia per ricordare il passato; un amico che aspetta semplicemente un saluto.
A Natale mettiamo sotto l’albero un dono particolare. Su un biglietto scriviamo: “Ti dono il mio tempo”, “Ti prometto di ascoltarti senza interromperti per due ore”, “Ti dono il mio perdono”, “Questo sorriso è il mio dono per te”
Allora il Natale diventerà quella scintilla divina da donare agli altri.