DALLA PARTE OPPOSTA RISPETTO ALLA SINISTRA BACCHETTONA

DI LUCA BAGATIN

Stavo pensando che i miei “miti” del ‘900/2000 sono stati catalogati in quell’area che viene definita di “destra culturale”, pur non essendo mai stati veramente di destra (ma sicuramente non erano/sono di sinistra nel senso canonico e tradizionale del termine).
Gabriele D’Annunzio, Juan e Evita Peron, Jack Kerouac, Pier Paolo Pasolini, Mario Appignani detto “Cavallo Pazzo”, Moana Pozzi, Roberta Tatafiore, Alain De Benoist, Aleksandr Dugin, Egor Letov, Eduard Limonov e, non ultimo, il mitico Andrea G. Pinketts.
Anime trasgressive, libertarie, fuori dagli schemi e dalle ideologie novecentesche e dai totalitarismi, oltre che dai riti e dalle banalità del sinistrismo, del politicamente corretto, dello scioccamente banale o buonista per forza.

Per questo non potevano assolutamente essere incasellati nel salotti della “borghesia bene” o “liberal-progressista”. In particolare perché, quei salotti, o non li hanno mai frequentati o, se lo hanno fatto, è stato più per destare scandalo che per altra ragione.

Allo stesso tempo, tali personaggi – siano essi fisicamente viventi o viventi nella nostra memoria e spirito – non possono essere comunque definiti di destra, come invece sono spesso stati erroneamente incasellati (escluso Pasolini, che pur non era troppo amato “a sinistra” e ha ricevuto, nel corso degli anni, maggiori apprezzamenti “a destra”), in quanto per nulla inclini alla gerarchia, allo sciovinismo e al clericalismo (semmai alla spiritualità). Per essere veramente “buoni” occorre essere dei “cattivi ragazzi o ragazze”. E soprattutto occorre essere AUTENTICI. Con le proprie “follie”, il proprio andare controcorrente, ma non per sfida o per essere bastiancontrari, quanto per far notare che la vita può essere concepita, vissuta, approfondita diversamente. Si può essere nati poveri, come Evita Peron, che divenne poi la paladina dei diseredati; essere nati emarginati e aver vissuto l’infanzia in un brefotrofio, come Mario Appignani; si può essere stati dei “dandy” amanti degli eccessi sessuali che ambivano a “un comunismo senza dittatura”, come Gabriele D’Annunzio; si può essere state delle pornodive che hanno guidato poi la prima lista civica italiana, ovvero il Partito dell’Amore, come Moana Pozzi; si può essere stati dei giramondo e dei bevitori e fumatori incalliti ed al contempo “mammoni” come gli scrittori Jack Kerouac e Andrea G. Pinketts; si può essere dei nazionalbolscevichi come il filosofo Aleksandr Dugin e dei nazionalbolscevichi “punk” come il cantante e chitarrista Egor Letov e lo scrittore Eduard Limonov; si può essere stati ed essere degli intellettuali controcorrente, scomodi, trasgressivi come Pier Paolo Pasolini e Alain De Benoist.

In questo senso, tali personaggi che furono, sono o vengono assimilati alla “destra culturale” risultano, a parer mio, intellettualmente più “sexy” di quelli legati alla sinistra bacchettona, moralista, borghese, cosmopolita.

E, come tali, sono e vanno ben oltre le ideologie e i feticismi partitici.

Luca Bagatin

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