MANOVRA 2019. DI MAIO PUBBLICA LA LISTA DEI ‘FATTO’

DI EMILIANO RUBBI

E così, mentre Salvini continua imperterrito la sua campagna di odio, pubblicando video di “immigrati che pretendono cose”, tra un post sui gattini e uno sui 4 Salti in Padella™ che ha mangiato a cena, Di Maio pubblica la lista delle cose “fatte” da questa manovra, scrivendoci pure accanto “FATTO”, così non c’è il rischio che qualcuno non lo capisca.

E il bello è che scrive “FATTO” accanto a cose di cui ancora non si sa nulla, che non sono state neanche ancora iniziate, definite, che per ora sono soltanto, in buona sostanza, idee in libertà.

Non si sa cosa sarà il reddito di cittadinanza.
Non si sa chi potrà accedervi, né come funzionerà materialmente.
Non si sa per chi varrà “quota cento” e per chi no.
Non si sa se, effettivamente, riusciremo a scongiurare l’aumento dell’IVA, visto che è subordinato ai conti dei prossimi anni.
Non si sa se l’aumento delle pensioni minime verrà fatto e, soprattutto, per quante persone sarà valido.

Per la maggior parte di quei “FATTO” non solo non esiste una legge, ma non c’è neanche una bozza, un solo parametro REALE sul quale basarsi.
Del resto, se lo dice l’uomo che qualche mese fa aveva già “abolito la povertà” c’è davvero da fidarsi.

La verità è che, per Di Maio e Salvini, l’importante è la propaganda, non la politica.
Tutto quello che fanno è un continuo, incessante, atto di propaganda.
E, almeno per ora, gli italiani sembrano ancora crederci.

Siamo un popolo innamorato da sempre dell’uomo forte, ci piace credere, ci piace tifare, ci piace sognare che basti votare quello che la spara più grossa per risolvere tutti i problemi del mondo.
Non abbiamo nessuna memoria.
Viviamo in un eterno presente che, di solito, dura almeno un ventennio.
E siamo disposti a seguire qualsiasi pagliaccio che si affacci in balcone e gridi abbastanza forte, per quel lasso di tempo.

Poi, solitamente, finisce che ci accorgiamo di essere stati presi per il culo e allora odiamo “quelli di prima” con tutte le nostre forze, a volte li capovolgiamo pure.

Siamo un paese che ripete ciclicamente gli stessi errori, identici, siamo finiti in un loop temporale da almeno un secolo.

 

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