FRATELLO DI PENTITO UCCISO A PESARO: E’ CACCIA AI KILLER

DI CHIARA FARIGU
 
Freddato in pieno centro, a Pesaro, il pomeriggio di Natale. E’ stato ucciso così, in perfetto stile mafioso, Marcello Bruzzese, mentre rientrava a casa con la propria auto. Due killer, col volto coperto da un cappello e col bavero rialzato lo hanno raggiunto mentre era alle prese con le manovre del parcheggio per poi scaricargli addosso almeno un trentina di colpi di arma da fuoco.
 
Un’esecuzione veloce e senza scampo. La vittima non ha avuto neppure il tempo di accorgersi di essere in trappola.
 
Di origini calabresi, 51 anni era fratello di Girolamo, un pentito della ‘ndrangheta che nel 2003 era diventato un collaboratore di giustizia, dopo aver tentato di uccidere il ‘capo-cosca’. Viveva a Pesaro dal 2008 e, come il fratello, era sotto protezione. Dopo l’omicidio tutti i familiari sono stati trasferiti in altre città italiane.
 
E’ caccia ai killer. La Procura di Pesaro e l’Antimafia di Ancona procedono contro ignoti per omicidio volontario premeditato con l’aggravante mafiosa. Pare certo per gli inquirenti che si sia trattato di un agguato di ‘ndrangheta. Si stanno visionando tutte le telecamere disseminate nella zona del crimine al fine di risalire all’identificazione dei due assassini.
 
Domani è atteso l’arrivo di Salvini in Prefettura dov’è stata convocata una riunione straordinaria del Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza. Troppe le domande a cui gli inquirenti non sanno dare una risposta. A cominciare dal perché, visto il programma di protezione che lo Stato gli garantiva, al Bruzzese non fosse stato neppure cambiato il cognome. Generalità che apparivano anche nella targhetta dell’abitazione e nella cassetta della posta.
 
Un uomo facilmente identificabile, dunque. E tale è stato per i due killer, forse, aiutati da qualcuno, che conosceva abitudini e spostamenti della vittima.