DIMENTICARE SALVINI. E LA SUA NUTELLA

DI LUCIO GIORDANO

Evidentemente la Sicilia porta sfortuna, a Matteo Salvini. Due gaffes in poche settimane, due gaffes che ne minano la credibilità di uomo delle istituzioni, di ministro dell’interno, addirittura. Ce n’è abbastanza per far cadere le braccia. Alluvione in Sicilia. Morti e fango dappertutto e lui si fa un selfie sul vaporetto di Venezia, sorridente e allegro. Giorno di Santo Stefano: mentre nelle stesse ore la provincia di Catania sprofonda  nell’emergenza terremoto  con crolli, feriti e notti all’addiaccio, Salvini di primo mattino chiede ai suoi fallowers come abbiano iniziato la loro giornata. Lui, con pane e Nutella. Un Ministro della Repubblica Italiana. Pane e Nutella. .

Per molti è semplicemente la massima espressione di un bimbominkia, arrivato al potere non si sa come.Per altri  è la strategia di un   influencer che parla alla pancia ignorante  del Paese, esattamente come   fa la moglie di quel popolare rapper. Per altri ancora sono le mosse indovinate di un fine stratega mediatico,  aiutato da una squadra comunicazione efficacissima, anche se non proprio originale. Parlatene, bene o male, purchè ne parliate  è  storia vecchia di almeno 90 anni, rilanciata da un altro uomo politico di estrema destra che ha comandato in Italia con effetti devastanti. Ecco, comunque sia,  l’importante è che l’attuale ministro dell’interno non faccia il bis. Non abbiamo certo bisogno di altre macerie, dopo l’Italia messa in ginocchio dalla follia nazi-fascista.

Certo, restano  le braccia che si abbandonano verso il basso per la disperazione. Questa è stata  la prima reazione della stragrande maggioranza degli italiani, non necessariamente radical-chic. Poi però uno ci pensa e dice no, non è possibile che un ministro dell’interno possa arrivare a tanta distrazione, a tanto superficiale cinismo, a tale livello di adolescenza mai conclusa. Dunque c’è di sicuro una strategia comunicativa ben precisa. SOlo che se prima era molto efficace, questa strategia,  ora sono tanti gli opinionisti e gli esperti di marketing convinti che la macchina si sia inceppata e che  questo essere presente sempre e comunque, spesso  indelicatamente, alla fine  per Salvini si rivelerà  un boomerang.

Del resto, i sondaggi già  tradiscono scricchiolii nei consensi leghisti, anche se non per i selfie un tanto al chilo del suo segretario, accompagnati da frasi di una superficialità imbarazzante. Gli scricchiolii sono piuttosto dovuti alla politica economica e a quella sulla sicurezza che sta facendo acqua da  ogni parte. I selfie semmai, da qualche tempo non aiutano, questo sì. Di più: indignano, alimentano sospetti. Sono infatti sempre più le persone  convinte che dietro la presenza onnivora su facebook del segretario della Lega nord, ci siano aziende che paghino cash, gli spot tutt’altro che occulti del bomba 2, come in tanti chiamano  ormai l’attuale ministro dell’interno.  Cattiveria gratuita, verrebbe da dire .

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Certo, però, che se così fosse,  al posto della Ferrero, chiederemmo i danni di immagine . Essere associati ad una foto che ha scatenato polemiche enormi, avrà creato sicuramente problemi alla Nutella. Il fratello di un pentito di Ndrangheta viene assassinato, l’Etna chiede il conto ai siciliani, con una scossa del 4.8, e lui non trova di meglio che domandare ai suoi fallowers come hanno iniziato la giornata. Più che un capitano, un capitone. Da vergognarsi di essere rappresentati istituzionalmente da costui. Sui social lo scrivono in tanti, in queste ore.

Ovvio, parlando tutte le volte delle uscite quotidiane e puntuali di Salvini, sono  in molti a sostenere che si faccia il gioco dell’attuale ministro dell’interno. Ma è altrettanto vero che è impossibile non stigmatizzare simili leggerezze, simili fanfaronate. Poi, di sicuro,  a mente lucida uno potrebbe tranquillamente dimenticare Salvini, ignorandolo. Potrebbe cancellare il suo spot involontario ( e deleterio) alla Nutella . E andare avanti.

Ma se la gente  smette di indignarsi per atteggiamenti che i nostri figli non avrebbero nemmeno a 8 anni, vuol dire che questo Paese è destinato ad affogare, a lasciar passare tutto: dalla Ndrangheta ai selfie inopportuni, dai corrotti agli evasori fiscali. A quel punto non ci risolleveremmo più. Quindi è giusto chiedere interrogazioni parlamentari. Giusto che alla fine proprio quel selfie con la cioccolata marrone tra i denti, abbia messo sotto i riflettori l’inadeguatezza del segretario della Lega nord come uomo delle istituzioni . Giusto  anche perchè altrimenti il barbaro assassinio di Pesaro, magari sarebbe finito dimenticato e relegato su  tre colonne in cronaca. Nessuno insomma avrebbe sottolineato le competenze del ministro dell’interno che dovrebbe proteggere nel suo dicastero, proprio i pentiti sotto protezione.

Insomma, dovendo scegliere, meglio parlarne e criticare con ferocia, piuttosto che far finta di non vedere, pur di non amplificare la notorietà del ministro leghista. Che poi:  se continua così,  dai e dai Salvini finirà per darsi la zappa sui piedi. A quel punto nel dimenticatoio ci finirà da solo. Garantito. Speriamo  soltanto che nel frattempo non faccia troppi danni all’Italia e agli italiani.