LE PERSONE VOTANO SALVINI PERCHÉ … VOGLIONO VOTARE SALVINI

DI MARCO GIACOSA

La mia timeline è tutta un dibattere sull’efficacia comunicativa di Salvini, la genialità di Morisi, cretini noi che ne parliamo, errori del Pd per cui si vota Lega, sinistra infighettita sacrificata sull’altare della dea finanza, Vissani contro pizza alla cipolla dall’egiziano, eccetera.
Bene, ma.
Ma secondo me, persi nel metatesto, nell’ansia da analisi articolata, abbiamo un po’ dimenticato i fondamentali: le persone votano Salvini perché…vogliono votare Salvini.
Perché DAVVERO vogliono meno immigrati.
Perché DAVVERO pensano che Salvini faccia il bene dell’Italia, cioè hanno la stessa idea di bene per l’Italia che ha Salvini.
(Oh no, non si sentono razzisti: qui se la lasciano contare: la propaganda funziona non perché è geniale, ma per una questione “tecnica” [> https://goo.gl/qbq5HX]).
Perché DAVVERO vogliono blindare la villetta per difendersi dalla rapina.
Perché DAVVERO vogliono più galera e gettare via la chiave.
E’ verissimo che la politica è, alla fine, l’amministrazione di risorse, ma i soldi NON sono – questo per me l’errore, fondamentale, della maggior parte delle analisi – la causa in maniera esclusiva. Sono una delle, e nemmeno la più importante. Rimanendo alle cause: tecnologia, globalizzazione, accelerazione del progresso tecnico più alta della storia, alienazione dell’uomo rispetto alla velocità dei cambiamenti, esodi tra continenti, cali demografici (in Europa) versus incrementi demografici (negli altri continenti), eccetera.
Insomma, la comunicazione di Salvini funziona non perché D’Alema si accompagnava a Vissani e lui mangia invece la pizza di cartone dell’egiziano – se fosse così basterebbe mandare Martina all’Eurospin -, ma perché il messaggio di Salvini è quello che davvero la maggior parte degli italiani vuole.
Se per assurdo un politico dicesse – mi scuso per l’immagine – che i bambini sono oggetti sessuali, potrebbe farsi ritrarre in mezzo a tutte le Nutelle del mondo ma verrebbe spazzato via: un pedofilo non gode di alcuna accettazione sociale.
Le meta-analisi contengono un elemento assolutorio che è un po’ paternalistico e un po’ moralistico: lui-fa-così-ma. “Votavano a sinistra ora votano Lega ma”. Ma niente. Il mio ex fa così ma. Ma vuole un’altra. Votano Lega perché vogliono votare Lega: dimenticano, molte analisi, che alla fine l’uomo ha un elemento bellissimo e dannato che si chiama libertà: c’è sempre una scelta. Le scelte hanno un prezzo – d’accordo, è ovvio – ma negarne del tutto la possibilità significa sbagliare analisi e sbagliare analisi significa sbagliare soluzione.
(Io, specifico, di soluzioni non ne ho; come, mi pare, non ne ha nessuno, se non stare fermi e aspettare che l’isteria collettiva passi)