IL VOLONTARIATO SI RIBELLA E IL GOVERNO RITIRA LA TASSA SULLA SOLIDARIETA’

DI MONICA TRIGLIA

Pronti a cambiare, perché «per punire quelli che fanno finto volontariato, si finisce per punire coloro che hanno sempre aiutato i più deboli». Dopo settimane di proteste alla fine il governo l’ha capito e, oplà, fa marcia indietro.

Il vicepremier Luigi Di Maio ha annunciato oggi che l’esecutivo modificherà la norma sul raddoppio dell’Ires per il Terzo settore, inserita nella manovra di bilancio che è all’esame della Camera e che avrebbe portato a un introito di 118 milioni di euro. La modifica non sarà però immediata, perché la legge di bilancio va approvata in tempi strettissimi per evitare l’esercizio provvisorio, ma «quanto prima, a gennaio, riformuleremo e calibreremo meglio la relativa disciplina fiscale» scrive il premier Giuseppe Conte su Facebook. «Le iniziative di solidarietà degli enti non profit, anche alla luce del principio di sussidiarietà, rappresentano uno strumento essenziale per un’efficace politica di inclusione sociale e di effettiva promozione della persona. Il governo ha ben presente tutto questo e al Terzo settore sin dall’inizio ha dedicato grande attenzione».

Grande attenzione che non ha però evitato di inserire nel maxiemendamento alla manovra economica la norma che rivede il regime agevolato di tassazione in vigore dal 1973 per il volontariato innalzando l’Ires dal 12 al 24 per cento. Un provvedimento che riguarda in totale 6.220 tra enti, istituti e associazioni: dalla Croce Rossa al don Gnocchi, dai centri di ricerca come Ieo e Humanitas alle scuole cattoliche, dalle federazioni dei disabili alle Misericordie alle piccole Onlus.

Un provvedimento che ha scatenato una protesta corale: «Quella tassa è una vergogna, una patrimoniale sulla solidarietà. Il conto lo pagheranno i più poveri».

A convincere definitivamente il governo pare sia stato in particolare l’intervento di padre Enzo Fortunato dei frati minori di Assisi: «Si cerca di distruggere il bene, si cerca di destabilizzare chi vuol essere strumento di bontà, si cerca di tagliare la possibilità di fare di più» aveva scritto pochi giorni fa il religioso. Che Luigi Di Mario oggi ha ringraziato «per l’instancabile impegno» promettendo un incontro quanto prima con i frati.

L’intenzione di modificare il provvedimento è stato confermato anche dall’altro vicepremier Matteo Salvini. «Dopo aver incontrato e ascoltato tanti presidenti e associazioni, garantisco l’impegno del governo a intervenire per aiutare le associazioni di volontariato che utilizzano solo a scopi sociali i loro fondi. Ci sarà invece massimo rigore con i “furbetti”che fanno altro».

Secondo l’Istat sono circa 5 milioni e mezzo i volontari censiti in Italia, con 343.432 organizzazioni senza scopo di lucro e 812.706 dipendenti.