L’HAMMOND POWER SOLUTION DI MARNATE CHIUDE, MA PRIMA ARRIVANO I PANETTONI

DI RENATA BUONAIUTO

Siamo nel Varesotto e precisamente a Marnate, da oltre 30 anni un’azienda produce trasformatori elettrici, si chiama “Elettromeccanica Marnatese”, sei anni fa la “Hammond Power Solution” società canadese, la rileva. L’azienda è quotata alla borsa di Toronto, ha stabilimenti sparsi nel mondo, a Toronto, negli Usa, in Messico. Nello stabilimento di Marnate, sono 40 i dipendenti e da poco è stato assunto un nuovo impiegato, un promoter. Qualche giorno prima di Natale, l’Azienda fa recapitare a tutti il classico cesto con panettone e spumante, un clima sereno dunque, nessun campanello d’allarme, nessun pericolo in vista.
Ma il 23 dicembre accade qualcosa. Tutti i dipendenti si vedono recapitare una lettera di licenziamento, la disperazione mista alla sorpresa si diffonde rapidamente. Sulle pagine Facebook, cominciano rapidamente ad apparire messaggi di delusione e sconforto. All’angoscia per la perdita del lavoro, si aggiunge la beffa di quel cesto natalizio, inviato poche ore prima dei licenziamenti. Un pensiero di condivisione e di augurio diventa improvvisamente una beffa ed una offensiva presa in giro, per quanti da un giorno all’altro saranno senza più stipendio, senza futuro. Su via Antonio Gramsci, cala il silenzio.
È stato un fulmine a ciel sereno “, racconta Ilaria Campagner, la sindacalista di Fim Cisl dei Laghi insieme al collega Rino Pezone della Fiom Cgil Varese , “avevamo un incontro fissato con il capo del personale per passare dal contratto Confapi a quello Federmeccanica e solo in un secondo momento abbiamo scoperto che era cambiato l’oggetto della discussione e che avremmo dovuto discutere dell’avvio della procedura di licenziamento”.
Ogni trattativa è rinviata al 7 Gennaio e mentre si resta sospesi, in attesa di scoprire se esistano margini di trattabilità e di soluzioni alternative, anche il sindaco di Marnate, Marco Scazzosi, prende la parola e si dichiara disponibile ad un confronto, per salvaguardare i posti di lavoro di queste famiglie.
Il racconto di Renzo Mantegazza, caporeparto della Hammond, lascia davvero senza parole. Mentre l’Azienda veniva rinnovata, anche con lavori di ristrutturazione e di rinnovamento uffici, mentre il nuovo direttore in carica da circa 6 mesi, portava avanti con competenza e solerzia il suo incarico, Bill Hammond, pianificava la chiusura dell’ Hammond Power Solution.
Sembra sia stato proprio lui ad informare i suoi stretti collaboratori della decisione presa. I presenti mentre ascoltavano quest’omaccione americano parlare e sorridere non riuscivano a comprendere il senso di quel discorso, immaginavano fossero parole di ringraziamento, di augurio per le imminenti festività ma, la sua interprete traduceva cose ben diverse, parole fredde, spietate. Sono stati minuti di grande tensione che hanno reso ancora più faticoso metabolizzare la dolorosa notizia.
Adesso si resta appesi ad un filo di speranza quella del 7 Gennaio, quando le sigle sindacali incontreranno la direzione e cercheranno di aprire quella porta chiusa senza un perché, la vigilia di Natale.