MAXI EMENDAMENTO: PENSIONATI IN PIAZZA, “NON SIAMO IL BANCOMAT DEL GOVERNO”

DI PATRIZIA ING. LASSANDRO

I pensionati italiani protestano in piazza contro il governo per il taglio delle rivalutazioni degli assegni previste dal maxiemendamento alla Manovra approvato al Senato. I sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil durante la manifestazione organizzata in via Cavour, nei pressi della prefettura di Firenze, hanno dichiarato: “ancora una volta siamo il bancomat del Governo. Ma stavolta i pensionati non ci stanno. In tre anni la manovra del governo sottrae 2,5 miliardi dalle tasche dei pensionati intervenendo nuovamente sull’adeguamento delle pensioni all’inflazione. I pensionati vogliono far sentire la propria voce per denunciare l’ipocrisia del governo, che con una mano sembrerebbe dare ma con l’altra certamente toglie. La protesta di oggi e dei prossimi giorni dei sindacati dei pensionati in tante città italiane è del tutto legittima ed ha il pieno sostegno della Cisl e delle altre confederazioni sindacali. Bloccare la rivalutazione, non rispettando gli accordi sottoscritti dai precedenti governi, è una scelta iniqua e sbagliata anche dal punto di vista economico perché significa penalizzare i consumi di milioni di persone che vivono solo di una pensione modesta e ferma da anni”. I pensionati italiani si aspettano più rispetto e considerazione da parte del governo. Nel corso della loro vita hanno dato tanto al Paese ed hanno contribuito costruttivamente alla sua crescita.
Il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Colla, anch’esso presente alla manifestazione romana, ha affermato: “la protesta dei sindacati dei pensionati è più che legittima. Si fa cassa con la rivalutazione delle pensioni: è inaccettabile. Oggi siamo con loro nelle piazze d’Italia, poi a fine gennaio daremo la risposta unitaria di Cgil, Cisl e Uil contro questa manovra ingiusta e iniqua”. All’unisono, il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, conferma: “Questo governo aveva promesso di eliminare la legge Fornero, invece si continua a far cassa sui pensionati”.
La causa del malcontento è dovuto al taglio dell’indicizzazione delle pensioni al costo della vita. Ogni anno gli assegni crescono automaticamente per conformarsi all’incremento costante dell’inflazione, impedendo che il trattamento pensionistico si deprezzi. A partire da gennaio, ci saranno dei tagli per tutte le pensioni superiori ai 1522 euro lordi, con una percentuale che sarà diversa a seconda degli importi, con una detrazione dal 97 al 47% degli aumenti attesi.
Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ha prontamente replicato: “sulle pensioni la manovra prevede un taglio progressivo che non tocca le pensioni più basse. Ma ci sono anche pensioni da 500 mila euro l’anno, non lo sapevo, mi sembrano così tanto queste cifre. Invece il contributo sarà quasi impercettibile per le pensioni basse. Neppure l’avaro di Moliere forse si accorgerebbe di qualche euro al mese in meno. Ora scendono in campo, ma li ricordo silenti per la legge Fornero. Facciano la loro protesta in strada, ma non c’é un attentato alle pensioni, abbiamo operato con discernimento per una redistribuzione”.