CAMPIONATO CON GARBO. JUVENTUS MOSTRUOSA, HIGUAIN SALVA GATTUSO MA FORSE SALUTA L’ITALIA

DI DANIELE GARBO

Il 2018 è finito com’era cominciato: nel segno della Juventus, dominatrice assoluta degli ultimi otto campionati. 101 punti conquistati nell’anno solare, alla media di 2,78 a partita, nessuna sconfitta subita lontano dallo Stadium. Cifre non di una superiorità, ma di un’autentica dittatura.
L’inseguitore, si fa per dire, più vicino è il Napoli, che ha 9 punti meno della Signora Omicidi. Come se in un Gran Premio di Formula 1 Hamilton avesse un giro di vantaggio su Vettel, o nel Tour de France il primo in classifica vedesse il secondo indietro di 20 minuti.
Eppure siamo condannati a sostenere che, nonostante tutto, il campionato non è ancora chiuso. Lo dice l’aritmetica. Ma la domanda è: fino a quando ? Fine marzo, metà aprile, primi di maggio ?
La Juventus non è una squadra perfetta, non sempre gioca un calcio spettacolare, ma è una squadra nel senso pieno del termine: un mix di forza a talento, coriacea, determinata, cattiva, cinica. Con una personalità quasi tangibile e una capacità di lottare fuori dal comune.
L’immagine di queste doti è, paradossalmente, proprio il giocatore di maggior classe, quello preso per vincere la Champions League, che tanto il campionato l’avrebbe vinto anche senza di lui: Cristiano Ronaldo. Ha segnato 14 gol in serie A, alla faccia di chi sosteneva che alla Juve avrebbe fatto panchina e che le difese italiane ne avrebbero inaridito, con le buone o con le cattive, la propensione a segnare reti in abbondanza come in Spagna.
Nel Real Madrid era la squadra a mettersi al suo servizio, mentre nella Juventus è lui a mettersi al servizio della squadra con un’umiltà che solo i fuoriclasse possiedono.
Contro la Sampdoria CR7 realizza una doppietta e centra una traversa con una giocata sontuosa. Ma in fondo non è questo l’aspetto più importante del suo modo di calarsi nella nuova realtà. E proprio il modo in cui è entrato nel mondo Juve, senza presunzione, ha fatto migliorare molti dei suoi compagni d’avventura, che non lo vedono come un extra terrestre strapagato, ma come uno di loro. Magari un po’ più bravo e un po’ più ricco. E’ questo il valore aggiunto che il ragazzo di Madeira ha portato in dote alla Juve.
Il Napoli si aggrappa con le unghie e con i denti al sogno proibito di raggiungere la Signora Omicidi, battendo il miglior Bologna della stagione all’ultimo respiro con un gol di Mertens, dopo una splendida doppietta di Milik. Partita complicata quella del San Paolo, anche per via delle assenze di Hamsik, Koulibaly e Insigne. Ma Ancelotti ha plasmato una squadra matura, forte, coesa che sta onorando al meglio un campionato in cui sarebbe molto facile lasciarsi andare alla rassegnazione e mollare i pappafichi.
L’Inter vince a Empoli senza entusiasmare, ma se a gennaio dovesse davvero arrivare Modric dal Real Madrid, Spalletti potrebbe tentare l’assalto al secondo posto. Intanto recupera Nainggolan, che esce dalla panchina ed entra i campo in punta di piedi, quasi avesse paura di disturbare.
La Lazio resiste al quarto posto pareggiando col Torino, ma ormai sente nuovamente sul collo il fiato dei nemici. Simone Inzaghi si lamenta per errori dell’arbitro Irrati, che avrebbero danneggiato la sua squadra. Una volta tanto sembra non avere tutti i torti, però più che di arbitraggi equi, la Lazio ha bisogno di rinforzi nel mercato di gennaio. Ma da questo orecchio il presidente Lotito denuncia annose carenze acustiche.
Gattuso salva la panchina battendo la Spal con un gol di Higuain dopo due mesi. Le lacrime del Pipita commuovono San Siro, ma potrebbe essere stata la sua ultima apparizione in maglia rossonera, se andrà in porto lo scambio (peraltro non semplicissimo) con Morata dal Chelsea, dove ritroverebbe il suo maestro Sarri. Il Milan resta una squadra strutturalmente debole, almeno per lottare a certi livelli, ma potrebbe uscire rafforzata dal mercato invernale per puntare con più forza al quarto posto, quello che cambia la stagione e pure il bilancio.
Stesso discorso per la Roma, che sembra uscita dal lungo tunnel buio e ora vede la Lazio a soli due punti. Vincere a Parma non era facile, i giallorossi lo hanno fatto con grande personalità. Di Francesco è stato bravo a tenere la barra a dritta e i giovani lo stanno aiutando con prestazioni finalmente all’altezza delle aspettative. La linea verde di Monchi (Zaniolo, Cristante, Kluivert, Under, Luca Pellegrini) appare maturata, ma se sono rose, o soltanto fiori di campo dalla durata breve, lo scopriremo dopo la sosta.
Rimangono in corsa Torino, Sampdoria e Atalanta. I bergamaschi sono l’ennesimo miracolo di Gasperini, travolgono il Sassuolo con sei gol, tre dei quali messi a segno da Ilicic in 27 minuti uscendo dalla panchina, e hanno il miglior attacco del girone d’andata.
In zona salvezza torna al successo l’Udinese, che si allontana dal terz’ultimo posto occupato dal Bologna. Pippo Inzaghi salva la panchina, ma se la società non agirà sul mercato con acquisti mirati, la spettro della serie B prenderà sempre più corpo. Prima vittoria stagionale per il Chievo contro il Frosinone, ma laggiù i destini delle ultime due sembrano davvero segnati.
Ora tutti ai Caraibi, alle Maldive, alle Sychelles per una settimana di relax. Il campionato torna il 19 gennaio e, siamo pronti a scommettere, lo farà con qualche botto, perché dopo le soste solitamente fioccano le sorprese.
Salutiamo il 2018 e diamo il benvenuto al 2019. Sperare che il nostro calcio diventi migliore come per un tocco di bacchetta magica è un’illusione nella quale non possiamo cadere. Sono troppi i problemi da risolvere per pensare che possano essere spazzati via dai botti di Capodanno. Ecco, se dobbiamo esprimere un desiderio, è questo: che le società interrompano i rapporti perversi con le frange violente del tifo e che le leggi per combattere violenza e razzismo vengano finalmente applicate. Sembra poco, è moltissimo. Buon anno a tutti.