IN DIFESA DI RADIO RADICALE, STORIA D’ITALIA

DI LOREDANA LIPPERINI

Ma tutti quelli che hanno scritto “andate a lavorare” sotto il famoso tweet sulla chiusura di Radio radicale sono davvero tutti disoccupati o esodati? Sono davvero in una situazione economica tale da giustificare una reazione di questo tipo? Tutti quelli che fanno spallucce e dicono “bah, facessero una sottoscrizione” sanno esattamente il ruolo che ha avuto Radio radicale dalla sua nascita? Tutti quelli che scrivono “finalmente” l’hanno mai ascoltata? E io che mi faccio queste domande il 30 dicembre mentre fuori i soliti cornacchioni affrontano il gelo, davvero continuo a pensare di poter trovare un significato (non dico empatia, eh, sia mai) nel ragionamento di quelli che scrivono i commenti sulla chiusura di Radio radicale?