VAROUFAKIS E IL LATO OSCURO DELLA SINISTRA DA ESTIRPARE NEL 2019

DI CARLO PATRIGNANI

Nella pur gloriosa storia centenaria sulla sinistra pesa un lato oscuro da illuminare e sradicare, iniziando magari nel 2019: ciò è la premessa all’opera irrinunciabile di ricostruire – se non di inventare – una sinistra di certo nuova e moderna ma autenticamente libertaria, egualitaria, dotata di un progetto di società credibile, affidabile e praticabile per essere alternativo al modello conservatore e reazionario del neoliberismo.

A mettere a fuoco il lato oscuro che condiziona la sinistra rendendola, nonostante il crollo dell’impero sovietico, il gigante dai piedi d’argilla, è l’economista greco Yanis Varoufakis, marxista irregolare per autodefinizione, tornato, da capolista di Democracy in Europe per le elezioni europee di fine maggio, sul luogo del misfatto, del delitto: la Germania, il paese che più lo ha attaccato e temuto al tempo stesso, quando da ministro delle Finanze del governo di Alexis Tsipras si battè contro le politiche di austerità imposte dalla Trojka.

Ogni volta che siamo riusciti a mettere le mani sulle leve del potere, il tutto è degenerato abbastanza rapidamente. Non immeditamente, non dappertutto. Ma abbiamo costruito i gulag per i nostri compagni, ci siamo pugnalati l’un l’altro, come è successo nel 2015 con il governo Syriza di cui facevo parte. Quindi, a meno che non siamo autocritici come sinistrorsi e progressisti, a meno che non si tenga costantemente d’occhio il lato oscuro, a meno che non si superi l’ambizione personale e una certa tendenza al settarismo, avremo fallito nel nostro ruolo storico, proprio come abbiamo fallito nel periodo di mezza guerra, dove c’è stato il trionfo completo dell’oscurità, il nazismo. Quindi non sono uno di quelli di sinistra che festeggiano la sinistra. Penso che la sinistra non debba mai festeggiare noi stessi: abbiamo molti scheletri nell’armadio, dobbiamo essere vigili contro le nostre tendenze all’autoritarismo e al settarismo.

Varoufakis, in una intervista a Vice.com, non si nasconde dietro il classico dito: solleva il tappeto e spazza via la polvere che da tempo si è accumulata lì sotto. Difronte all’avanzata della destra xenofoba, razzista, fascista, unita e meglio connessa rispetto alla sinistra in stato di sopravvivenza, divisa e sconnessa, dice chiaro e tondo il suo pensiero a Vice.com, in due risposte: una gentile e una scortese.

La risposta gentile è una buona gente, che cerca di cambiare il mondo, di renderlo migliore, tradizionalmente nella storia dell’umanità si combattono l’un con l’altro e si dividono.  

La risposta scortese è la risposta che è stata data dagli anarchici spagnoli durante la guerra civile spagnola degli anni ’30, che si ornavano con i colori rosso e nero. Il rosso era per la rivoluzione: era per il cuore, era per cambiare il mondo per renderlo un posto migliore, e il nero era il loro richiamo del lato oscuro che è in tutti noi. E ammettiamolo, la sinistra ha un lato oscuro.

Così si inventa l’International Progressive e la costruisce insieme al socialista democratico Bernie Sanders con l’ambizioso scopo di riunire le sinistre e contrapporsi efficacemente al nuovo asse autoritario globale, l’International Nationalist esportata con Breibart in Europa tramite Steve Bannon, l’ex-stratega di Donald Trump.

La sfida culturale e politica di oggi è globale, non più circoscritta a un singolo paese: ciò impone un radicale cambiamento del pensiero che per essere tale deve liberarsi del lato oscuro, dei feticci tanto inefficaci quanto dannosi del passato a partire dalla pseudocultura, riproposta dall’intellighenzia di sinistra, che ha padroneggiato la vita degli esseri umani nell’ultimo secolo: quel miscuglio di marxismo e freudismo che hanno fallito la rivoluzione-promessa della liberazione dell’uomo e della trasformazione del mondo, per aver sempre usato il metodo razionale, il lato non oscuro, e negato l’irrazionale, il lato oscuro, ritenuto inconoscibile.