COSA DOBBIAMO METTERE NELLA VALIGIA DEL 2019

DI MARINA NERI

L’anno vecchio ieri, fra botti, brindisi, fuochi, ha lasciato il cielo degli umani.
Se ne e’ andato carico di Storia, di storie.

Un fardello pesante ha portato via con se’

Nell’immaginario collettivo incedeva curvo, ad ogni passo fiacco sempre di più.

Ha ceduto il testimone con mestizia e sollievo, provando dentro di se’ il brivido della fuga, volendo sottrarsi agli strali di quanti a mezzanotte hanno inveito contro di lui.

Cosa c’era dentro il sacco che cercava di sottrarre alla pira degli umani, lieti di bruciarlo, sollevati dalla sua fine?

C’erano i Sogni degli inermi uccisi da terroristi di qualsiasi colore e a qualsiasi latitudine.

C’erano i Sorrisi di chi non riderà più perché sommerso dalle macerie di una terra che trema, che crolla, che piange, una terra sommersa da lava, da fango o solo da malaffare.

C’erano le Speranze di chi, partito disperato, ha trovato mare dinanzi a sé, profondo blu , solo l’ Abisso blu a ricoprirlo, a divenire Futuro o tomba.

C’erano le Mani nude di chi è rimasto senza lavoro, senza dignità perché altri, pochi, hanno deciso che i Diritti sono divenuti Favori e occorre venderli e comprarli al banco della Vita.

C’erano i Piedi scalzi di chi cammina incerto verso il Futuro, di chi sa che le Rinunce saranno l’ abito a festa anche dell’ anno che verrà.

C’era lo Sguardo mesto del pensionato che ha sognato un pranzo luculliano e, invece, dovrà preoccuparsi delle medicine per domani, dell’ affitto da pagare, delle visite in ospedale e del non morire nel vano aspettare.

C’erano i Pianti silenti dei bimbi nascosti dal mondo, uccisi dall’ indifferenza di chi vive nei fragili palazzi del potere, inutili baluardi costruiti sull’ ipocrisia.

C’erano le Voci flebili dei giovani guerrieri di ogni latitudine che hanno ceduto le armi al nemico, innalzato bandiera bianca, prima ancora di lottare, fiaccati nell’ anima da una rassegnazione ancestrale.

C’era l’ Orgoglio dei popoli rivendicato, urlato, affermato e che con altrettanta perentorieta’, e’ stato vilipeso, calpestato e, così, di nuovo sopito.

C’era la Dignità di una nazione cui hanno sottratto fondi destinati alla Cultura, alla Sanità, alla Famiglia, al Lavoro, al Welfare, per poi giocare tutto, a testa o Croce al Casinò( anche senza accento se ritenete)della Finanza per salvare Banche, antri senza fondo , capestri per chi ha chiesto vanamente credito a chi ora chiede credito senza meritarlo.

C’era l’ Ottimismo e la Speranza…

Il nuovo anno e’ arrivato, baldanzoso come adolescente in preda al furore dell’ormone.

Grida perentorio al vecchio anno:

_Restituiscimi cio’ che e’ mio!! Non Diritti. Non Conquiste. Non Certezze.
Per queste si combatte, non si acquistano al mercato con l’ ignavia!
Ridammi la Speranza!!! Voglio anche io in valigia la mia Armatura!!!_