MENO MALE CHE MATTARELLA C’E’

DI LUCIO GIORDANO

Probabilmente il discorso di fine anno di Sergio Mattarella , qualche lustro  fa, sarebbe stato considerato un onesto congedo dall’anno vecchio, con alcuni passaggi toccanti. Nulla di più.  Ma quello che è accaduto nella società italiana in questi ultimi tempi, frutto di un progressivo smottamento di valori e sentimenti, lo pone sul podio tra quelli fatti dai presidenti della Repubblica italiana, secondo solo alle perle di saggezza di Sandro Pertini, il più amato presidente della storia del dopoguerra .

In un’Italia incattivita e rozza, razzista e piena d’odio, invidiosa di chi ce l’ha fatta con merito ( e non perchè l’abbia data, o abbia leccato o sia più semplicemente un figlio della cosiddetta  casta), in un’Italia in cui si evocano ruspe e pistole e si vorrebbero cacciare a calci in culo i migranti, Mattarella ha tenuto il punto. Ha esaltato il valore dell’accoglienza e della solidarietà, ha bacchettato implicitamente, ma senza incertezze,  un ministro rubato all’agricoltura, che sfoggia abusivamente  divise e mimetiche delle forze dell’ordine, per fargli  capire che la bontà e l’amore verso il prossimo non solo hanno un futuro ma sono l’approdo degno e unico di una società che si vuole definire civile.  “Sentirsi comunità significa condividere valori, prospettive, diritti e doveri. Significa pensarsi dentro un futuro comune, da costruire insieme. Significa responsabilità, perché ciascuno di noi è, in misura più o meno grande, protagonista del futuro del nostro Paese. Rifiutando l’astio, l’insulto, l’intolleranza, che creano ostilità e timore”. Questo ha detto il nostro Capo dello stato in un anelito di pace, amore, ottimismo”. E  no, non c’è  nessuna retorica buonista, da parte di Mattarella. C’è semmai apprensione per la piega mefitica presa dal nostro Paese da quando le camice verdi del Nord Italia hanno conquistato il potere, con arroganza e prepotenza.

Del resto con l’ autorevolezza e la sobrietà che lo contraddistinguono, il Capo dello Stato lo dice chiaro e tondo: ” La sicurezza è condizione di un’esistenza serena.Ma la sicurezza parte da qui: da un ambiente in cui tutti si sentano rispettati e rispettino le regole del vivere comune.Sicurezza è anche lavoro, istruzione, più equa distribuzione delle opportunità per i giovani, attenzione per gli anziani, serenità per i pensionati dopo una vita di lavoro: tutto questo si realizza più facilmente superando i conflitti e sostenendosi l’un l’altro”. Insomma solo con i buoni sentimenti si vince, come Paese. Mattarella suquesto ha pienamente ragione. In altre parole, non dobbiamo aver timore di manifestare buoni sentimenti che rendono migliore la nostra società”. A buon intenditor, poche parole. Ai cattivisti che vorrebbero distruggere la nostra società cacciando i migranti, ai cattivisti che per brama di potere difendono il   proprio orticello attraverso slogan propagandistici che in meno di due anni sono diventati già vecchi e vuoti, Mattarella si fa paladino di chi si impegna nel volontariato, aiutando chi è in difficoltà.
“Sono i valori coltivati da chi svolge seriamente, giorno per giorno, il   proprio dovere; quelli di chi si impegna volontariamente per aiutare gli altri in difficoltà. Così come fanno le realtà del Terzo Settore, del No profit che rappresentano una rete preziosa di solidarietà. Si tratta di realtà che hanno ben chiara la pari dignità di ogni persona” . Che poi è più di una stoccata all’attuale ministro dell’interno, a cui senza dirlo chiede più impegno al Viminale e meno selfie, più amore per gli italiani e meno propaganda vuota.

Riassumendo. Se si vuole rilanciare l’Italia  serve  spezzare le catene dell’odio e della discriminazione, argomenti con i quali  c’è chi è diventato il capo politico del terzo partito italiano. È insomma l’immagine dell’Italia positiva, che deve prevalere. Ha ragione Mattarella quando dice che il  modello di vita dell’Italia non può essere  e non sarà mai  quello degli ultras violenti degli stadi di calcio, estremisti travestiti da tifosi. E meno male che Mattarella  c’è, perchè in questi anni di tragedia politica, sociale ed economica, lui  sembra esser  l’unico ad avere individuato la  ricetta giusta per uscire dal tunnel: solidarietà e ripetto. Positività ed ottimismo: unione e non certo disunione. Certo, tutto questo è fumo indirizzato negli occhi di Salvini. E’ come se in quei dodici minuti di discorso asciutto e denso, il capo dello stato avesse voluto sfidare chi sta distruggendo  l’Italia e gli italiani . Ma a giudicare dai commenti positivi della stragrande maggioranza che ha seguito il  discorso del Quirinale, gli italiani che sanno amare e sono pronti a fare le barricate per fermare la deriva sociale voluta dalla lega sono sempre di più. Sui social, a sostegno di Mattarella è stata una vera e propria ola.

“Ieri sera , ha continuato Mattarella, tra un ringraziamento a Papa Francesco e un riferimento ad Antonio Megalizzi, il giovane italiano morto sotto i colpi di un fanatico,  ho promulgato la legge di bilancio nei termini utili a evitare l’esercizio provvisorio, pur se approvata in via definitiva dal Parlamento soltanto da poche ore.Avere scongiurato la apertura di una procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea per il mancato rispetto di norme liberamente sottoscritte è un elemento che rafforza la fiducia e conferisce stabilità.La grande compressione dell’esame parlamentare e la mancanza di un opportuno confronto con i corpi sociali richiedono adesso un’attenta verifica dei contenuti del provvedimento. Quest’anno saremo chiamati a rinnovare il Parlamento europeo, la istituzione che rappresenta nell’Unione i popoli europei, a quarant’anni dalla sua prima elezione diretta.  È uno dei più grandi esercizi democratici al mondo: più di 400 milioni di cittadini europei si recheranno alle urne.
Mi auguro che la campagna elettorale si svolga con serenità e sia l’occasione di un serio confronto sul futuro dell’Europa”. Ancora un attacco lucido e non diretto a questo governo gialloverde. In punta di fioretto, senza cercare lo scontro ma con determinazione.  Sì, a questo punto, meno male che Mattarella c’è. Senza di lui saremmo nelle mani dei barbari leghisti. E staremmo già andando a fondo.