SUI MIGRANTI, PIANTALA DI SPARARE CAZZATE, MINISTRO

DI EMILIANO RUBBI

Mi piacerebbe, per questo 2019, che i sostenitori di questo governo capissero che dire: “Chi scappa dalla guerra è benvenuto, tutti gli altri non arrivano”, come ha fatto anche oggi Salvini rispondendo a Mattarella, è una presa per il culo, in primis a loro che l’hanno votato.

Non chiedo tanto, mi basterebbe questo piccolo passo avanti.

Perché vedete, anche se magari siete convinti che funzioni così, le persone che scappano dalle guerre non le riconosci dalla faccia.
E non esiste un solo corridoio umanitario che faccia entrare in Italia i profughi dei vari conflitti.

I profughi, in Italia, possono arrivare solo sui barconi, quelli che non approdano più perché abbiamo chiuso i porti.

Non arrivano in aereo, quelli che scappano dalle guerre e dalle dittature.
E i documenti, spesso, non li hanno.
Anche perché in alcuni paesi, come l’Eritrea, ad esempio, è vietato avere un passaporto fino ai 60 anni compiuti.

Mi piacerebbe che, semplicemente, il nostro ministro dell’interno la piantasse di raccontare fregnacce e dicesse apertamente: “Non ce ne frega un cazzo delle loro guerre e delle loro dittature, qui non li vogliamo”.
Sarebbe molto, ma molto meglio.
Almeno inizieremmo, finalmente, a parlare della realtà dei fatti.

Perché la verità è esattamente questa: non esiste un modo “sicuro” per entrare nel nostro paese, se scappi da una guerra o da una dittatura, che non sia arrivare con un barcone.
Sempre che tu riesca a non farti imprigionare e torturare prima dai libici, che il nostro paese seguita a pagare apposta per non farti arrivare da queste parti.

Tra i migranti che sono ancora a bordo di Sea Watch e Sea Eye, le navi che nessuno vuole fare attraccare, ci sono sicuramente anche diversi profughi di guerra e diverse persone che scappano da qualche dittatura.
E il 2019 lo hanno visto nascere al buio, in mare.

Ministro, in questo nuovo anno finiamola con questa grottesca presa per il culo.
Perché poi, magari, finisce che qualcuno ci crede davvero, per ignoranza o per il semplice bisogno di non sentirsi un mostro, e allora noi non riusciamo più a distinguere i razzisti veri da quelle che sono le ignare vittime della tua propaganda.

Da oggi in poi diciamo: “Chi scappa dalla guerra può scegliere se crepare a casa sua, in mare o in Libia, qui non entra”.

Piantala di raccontare cazzate, ministro.