BOLSONARO, DISASTROSO UOMO DEL DESTINO

DI GERARDO D’AMICO

Sarà che chi ha letto qualche libro, soprattutto di storia, quando sente parlare di “uomo del destino” gli si arricciano i peli; sarà che in un Paese che conta 63mila omicidi all’anno non sembra proprio geniale distribuire una pistola ad ogni persona; sarà che garantire la immunità ai poliziotti che uccidano un “sospettato” lo hanno sempre fatto i regimi dittatoriali; sarà che lo sfruttamento della foresta amazzonica vuol dire condannare il pianeta, quindi anche noi, a restare senza ossigeno; sarà che le donne in cucina, i neri al loro posto, i gay che non esistono è un salto indietro nella storia che abbiamo già visto: anche il Brasile è passato orgogliosamente ai populisti, estrema destra imbellettata di nazionalismo, e prima questi e ce lo abbiamo duro e chi non è con noi è traditore….
E allora la sinistra? Si chiederebbe qualcuno da noi. Anche in Brasile, come in Italia, sommersa dal disprezzo per gli scandali, i gruppetti magici, il personale politico di secondo ordine, la incapacità a tenere insieme il tutto.
Colpe immense che seppelliscono, in Brasile, l’uscita dalla povertà per milioni di persone, la equiparazione dei diritti, la ripresa economica: chissenefrega, adesso c’è l’Uomo del Destino, ora gliela faremo vedere noi al mondo, siamo i meglio che ci sia eccetera eccetera, e pazienza se è una corsa a ritroso fracassando cose.