IL NUOVO CHE AVANZA. CAMBIA LA FATTURAZIONE, SI RISPARMIA CARTA

DI CHIARA GUZZONATO

Il nuovo anno porta con sé un’importante novità per artigiani e imprese: il cambio nel sistema di fatturazione.
Già, perché se fino ad oggi si vedevano fatture di ogni foggia, dalla fai-da-te in Word a quella un po’ più professionale con il logo dell’azienda, d’ora in avanti la fattura sarà uguale per tutti.

COME FUNZIONA. Artigiani e aziende dovranno inviare al cliente la fattura, redatta in XML, obbligatoriamente in formato elettronico. Essa passerà attraverso l’SDI, il Sistema di Interscambio, strumento che verifica che la fattura contenga i dati obbligatori ai fini fiscali e l’indirizzo telematico al quale dev’essere consegnata. Verrà così controllato che Partita Iva del mittente e Codice Fiscale del cliente siano davvero esistenti.


CHI VIENE COINVOLTO E CHI NO. Milioni di persone comuni, in qualità di fruitori di servizi, verranno interessate da questo cambiamento. Ma anche 2,8 tra micro imprese e piccole-medie imprese, e 4500 grandi aziende. Chi invece rientra nel “regime forfettario” e nel “regime di vantaggio” non avrà l’obbligo di passare alla fatturazione elettronica, anche se potrà farlo se desidera. Nemmeno i piccoli produttori agricoli, già esenti dall’emissione di fattura, dovranno preoccuparsi del cambiamento.


COSA FARE. Sarà quindi necessario impratichirsi un po’ di computer e di XML. Ma non temete: l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un programma gratuito di gestione contabile, o in alternativa potrete utilizzarne uno dei moltissimi offerti a pagamento (basta digitare su Google “programmi fatturazione online” per vederne un’ampia offerta). Sarà obbligatorio avere un Codice Univoco per identificarsi, assegnato dall’SDI richiedendo l’accreditamento.


PRO E CONTRO. Il vantaggio maggiore è anche il più banale: il risparmio di carta. Con il formato elettronico, inoltre, sarà più facile archiviare nominativi, contabilizzare e riordinare le fatture stesse. Gli svantaggi? Apparentemente nessuno, se non l’abituarsi ad un nuovo metodo, che potrebbe creare qualche difficoltà ai più “anziani” del mestiere. Ci sarà comunque una “tolleranza” di sei mesi, durante i quali le sanzioni saranno ridotte al minimo e le fatture dovranno essere emesse entro la scadenza della liquidazione dell’IVA (mensile o trimestrale).