LA POLIZIA INCAPACE DI PREVENIRE UN BLITZ PARAMILITARE DI TIFOSI DI DESTRA

DI MARINA POMANTE

E’ successo il 26 dicembre scorso, prima della partita tra Inter e Napoli, 120 tifosi coperti in volto per non essere identificati, si sono radunati a Milano tra via Novara e via Fratelli Zoia, un’area non troppo esposta all’occhio delle telecamere e non controllata dalla polizia.
A poca distanza e ben nascoste avevano pronte armi da taglio e tutto quello che potesse costituire oggetto da offesa, dalle bottiglie ai bastoni, dalle roncole ai martelli e tutto quello che erano riusciti a reperire utile all’aggressione.

Un’azione coordinata quasi militarmente con tanto di diversivo per spostare l’attenzione delle Forze dell’Ordine con il ritrovo dei capi ultras al bar dello stadio e tutti gli agenti impegnati a controllarne i movimenti…
Alle 19,20 l’allarme via radio: è in corso un blitz dalle connotazioni paramilitari. Daniele Belardinelli è stato investito. Con l’arrivo dei tifosi del Napoli scatta l’aggressione degli ultras scatenando una furiosa rissa che coinvolge alcune decine di persone e che dura almeno per 10 minuti, il tragico epilogo sarà la morte di Belardinelli, uno dei capi dei gruppi di estrema destra del Varese, i “Blood Honour”.
La causa della morte è stata l’investimento di un suv, il cui autista risulta ancora ricercato. a nulla è valso l’inervento chirurgico al quale è stato sottoposto il capo ultras all’ospedale San Carlo.

Un’aggressione organizzata e ben premeditata con due trappole ai danni dei tifosi e delle Forze dell’ordine che sono scattate con tempi e modi perfetti.
Da come riportato su alcuni giornali, la Digos avrebbe il sospetto che tutta l’azione sia stata organizzata per mezzo di sistemi instant messanger come TorChat, ma si suppone anche che sia avvenuto un incontro tra i capi degli ultras, alla vigilia di Natale.

Ma come funzionano queste messaggistiche istantanee? TorChat è una chat “peer to peer” ed è criptata e ottima per tutti quelli che vogliono scambiarsi messaggi in modo anomino e sicuro sia sui sistemi Mac, Windows o Linux, i cui sviluppatori sono indipendenti e di un progetto distinto ed open source, che permette appunto lo scambio di messaggi criptati dall’inizio alla fine.

Il fenomeno della violenza di una certa matrice politica, nella fattispecie di appartenenza a gruppi ispirati alla destra estrema, non è circoscritta al solo ambito della tifoseria calcistica, essa ha guadagnato terreno di pari passo con il crescente proselitismo politico che ha visto ingigantirsi gruppi diversi tutti collocati all’estrema destra, ispirati dal pensiero xenofobo che in molti casi va a sposare il populismo e spesso si trova a sfociare nelle frange ultratradizionaliste.

La derivazione del tifo violento di destra è quindi originata dalla crescente filosofia di destra estrema e pare attecchire rapidamente tra i giovani esagitati orientati ad avvalersi per mezzo della violenza.
Secondo il parere di alcuni, a voler fare delle considerazioni ovvie, seppure questi neofascisti siano noti alle Forze dell’ordine, si ravvisa una eccessiva indifferenza e la causa, a giudizio di questi, potrebbe risiedere nel fatto che ci sia nel Governo qualcuno che della questione sicurezza, ha una visione sbilanciata che assume intransigenza e tolleranza zero in merito all’immigrazione ma appare piuttosto distratta al riguardo di ultras fascisti e/o comunque di appartenenza alla destra etrema o sovranista, preoccupandosi di non ostacolare queste aree che sono portatrici di consensi elettorali.
Naturalmente non ci sono elementi a suffragio di tali teorie o illazioni, ma ad un osservatore attento non possono sfuggire disparità di trattamenti e una palese manifestazione di “non urgenza” nel contenimento del fenomeno di violenza di estrema destra.