DOVE SIAMO ARRIVATI: CI MERITIAMO GLI GNOMI DEL CUPIO DISSOLVI

DI ALBERTO NEGRI

 

Adesso dalle montagne ci sorbiamo i sermoni di due gnomi scansafatiche come Di Battista e Di Maio. E’ quel che si merita un Paese che ha viziato oltremodo le generazioni del dopoguerra in barba ai sacrifici dei loro nonni. Non potendo più mettere le mani sul portafoglio delle loro famiglie le mettono su quello degli italiani e con la presunta scusa morale di redistribuire ricchezza li renderanno ancora più poveri. I veri privilegiati sono loro e i loro padri che gli hanno riempito la testa di stupidaggini e oggi le propalano a un Paese di fessacchiotti sempre pronto ad applaudire l’imbonitore di turno, come ai tempi di Berlusconi (ne si sottraggono a questa catena i D’Alema e i Renzi). Qualcuno rimpiange i democristiani e i socialisti ma si dimentica i debiti che abbiamo accumulato con loro e su questo punto le giovani generazioni hanno molte recriminazioni da fare: una nemesi.