JUVE E MILAN: ANNULLATE QUELLA PARTITA

DI CARLA VISTARINI

Orrori e ipocrisie del nostro tempo. Juve e Milan giocano la finale della Supercoppa “Italiana” , badate bene: italiana, in Arabia Saudita. No, non avete letto male. In Arabia Saudita, a Jeddah. ma che c’entra? Che c’entra uno dei paesi più repressivi e tirannici del nostro pianeta, con la supercoppa “italiana”? Ora, io non mi intendo di calcio, ma in questo caso non serve essere esperti per chiedersi perché mai giocarla fuori dall’Italia. (per soldi ovviamente, che altro? la risposta la sa anche un bambino). Ma perché in Arabia? Un paese dove i diritti umani sono misconosciuti ( uso tutti gli eufemismi del caso perché altrimenti finirei nel turpiloquio e non mi abbasserò fino a quel punto. Stigmatizzerò questa orrenda vicenda in perfetto italiano, la nostra meravigliosa lingua di Dante, figlia dello splendido latino e di una storia antica, la nostra). La Lega Serie A Tim, Tim che non so cosa c’entri, forse è uno sponsor se è così disdico il mio abbonamento, annuncia trionfante che i biglietti disponibili sono per i maschi da una parte, e per “famiglie” ( altro ipocrita eufemismo) dall’altra. Alle donne sole è proibito comprare i biglietti e assistere alla partita. Le donne non esistono. Le donne che ieri qualcuno portava al guinzaglio per le strade di Napoli. Le donne in Arabia, col beneplacito della lega serie A Tim e della federazione gioco calcio, della società calcistica Juventus e della società calcistica Milan, e di tutti quei primati (Primates, Linnaeus, 1758) che comprano i biglietti, possono andare allo stadio solo accompagnate da un uomo. Handicappate civili. Ma che roba è? Come è stato possibile? come si fa a svendersi per soldi in questa maniera? E poi dicono la violenza negli stadi, la violenza sulle donne. La violenza. Eccola la violenza. Sancire di fatto e di diritto l’emarginazione della metà del cielo a cominciare da una, a questo punto stupida inutile vuota e superficiale, partita di calcio. Uno sport che è stato un nostro vanto, che ha espresso una storia importante, lunga, gloriosa e avventurosa. E oggi è disumanità, stupidità, violenza e si vende per soldi. E non vende solo se stesso ma anche gli ideali, la civiltà, la dignità delle donne. Ma dov’è la coerenza? Annullate quella partita. Altrimenti mettete la scritta “idioti stupidi avidi ipocriti” sulla maglia.

PS doveroso dopo alcuni commenti a caso: Il problema non è il calcio in sé. Ovvero il calcio è solo una rappresentazione del problema. Molti forse non leggono il post fino in fondo, si limitano alle prime righe (difetto di concentrazione, altro problema del nostro tempo) e si fissano sul calcio. Il problema NON è il calcio in sé. Il problema è che nel 2019 sul pianeta Terra, in una nazione, l’Arabia Saudita, che siede all’ONU, e addirittura vi siede grottescamente in una commissione sui diritti umani (informatevi perché informarsi fa bene alla salute) sfrontatamente ricca e sfrontatamente repressiva, si sancisca a livello legislativo l’apartheid delle donne. Che poi questo fatto non solo non sia stigmatizzato dal resto del mondo adeguatamente, e combattuto, ma venga ignorato fino a eleggere quel paese oscurantista come sede di un’importante evento sportivo solo per avidità di denaro di un circo equestre che una volta era lo sport del calcio, be’ allora ciò è davvero intollerabile.