SALVINI, RAGAZZO MIO, DIMETTITI. CON IL TUO ODIO HAI ROVINATO L’ITALIA

DI LUCIO GIORDANO

Forse Salvini fa finta di non ricordare che sul decreto sicurezza ci fu, un secondo dopo la firma apposta dal  capo dello stato, una levata di scudi da parte dell’intera società civile, di molti  quotidiani italiani e dell’opinione pubblica più informata. Tutti a sostenere, senza se e senza ma, che il suo  era un dl disumano e criminogeno .“Con tutta la buona volontà il decreto sicurezza lo abbiamo già discusso, limato per tre mesi e migliorato. Lo ha firmato il presidente della Repubblica e adesso questi sindaci vorrebbero disattendere una legge firmata dal Quirinale”, aveva dichiarato il segretario della Lega ieri. Ma che Mattarella abbia firmato  vuol dire poco. Se per questo infatti, Mattarella, tirato per i capelli, ha firmato anche la manovra di bilancio . E i motivi li ha spiegati lo stesso capo dello stato nel messaggio di fine anno. E, credeteci,  per i rappresentanti del governo giallo verde c’è stato  poco da festeggiare.

Lo si diceva e lo si ripeteva un giorno sì e l’altro pure, insomma, che il decreto Salvini violava innanzitutto i diritti umani. Che il Dl sicurezza era anticostituzionale,  che non risolveva i problemi dei cittadini stranieri, minava anche i loro più elementari diritti e, disumanità a parte, avrebbe creato non pochi grattacapi ai sindaci di tutta Italia che si sarebbero ritrovati  richiedenti asilo sbattutti per strada da un giorno all’altro e spinti con il passare dei mesi,  tra le braccia della criminalità organizzata.  Quindi che Leoluca Orlando si stia opponendo ad un decreto legge scellerato non deve stupire. Stupisce semmai che i sindaci si siano svegliati solo ora. La loro rivolta avrebbe dovuto materializzarsi da settimane, poche storie, perchè come sarebbe andata lo si sapeva benissimo.

Ovviamente siamo completamente dalla parte di Orlando, di De Magistris, di Pizzarotti. E anche di Nogarin, Nardella, Sala, Gori. E qui la politica, almeno da parte dei primi cittadini dei comuni italiani, non c’entra niente. Di Maio, che ha calato la maschera affiancandosi al leader dell’estrema destra italiana, se ne faccia una ragione. Le  dichiarazioni di qualche ora fa, sono eloquenti delle sue posizioni politiche :  “La protesta sul dl sicurezza? Solo campagna elettorale da parte di sindaci che si devono sentire un po’ di sinistra facendo un po’ di rumore”. Dimostrando, con queste sue parole, di  come il Movimento cinque stelle stia scivolando sempre più a destra. E però no, caro Gigino, la politica non c’entra davvero niente, stavolta. Qui c’entra il buonsenso, la logica. C’entrano l’umanità, il cuore, il rispetto e la consapevolezza che non puoi fermare il mare dell’immigrazione con un secchiello. Se non si trovano soluzioni alternative, in effetti, c’è  poco da fare: rassegnamoci all’invasione. Per carità, soluzioni ce ne sarebbero. Ad esempio restituire agli africani, le  ricchezze immense del continente africano , depredate dalle multinazioni con cui  il guru di Salvini, quello Steve Bannon dell’ultra destra, va da sempre a braccetto. Oppure la destituzione dei tanti governi fantoccio del continente nero, messi lì dal mondo della finanza, dalle banche, delle industrie da giri d’affari a dieci zeri. E, sia ben chiaro,  non è solo Soros il cattivone, ma lo sono l’industria estrattiva, la lobby delle armi. La stessa che fece vincere, a tutti i costi, Donad Trump nella corsa alla Casa Bianca.

Adesso:  che Salvini solo per accrescere il proprio consenso giochi sulla vita di persone indifese e alimenti la guerra degli ultimi contro i penultimi,   è assolutamente intollerabile. Che ci sia qualche milione di italiani che crede alla narrazione falsa e distorta dell’attuale ministro dell’interno, è disarmante. E’ chiaro a tutti, in fondo. La propaganda di Salvini tende ad un solo obiettivo: creare lo scontro, scatenare il caos, arrivare ad un conflitto strisciante per provare a distruggere l’avversario politico. Ma il traditore dell’umanità, come ormai lo chiamano in molti, non aveva fatto i conti con la ribellione dei sindaci, e non solo di centro sinistra. Non aveva fatto i conti con il battagliero De MAgistris, che si è detto disposto ad aprire il porto di NApoli per accogliere i 49 migranti delle due  navi delle ong che da giorni vagano per il mediterraneo, in attesa di una scintilla d’interesse da parte dei vari stati Europei.

Minaccia come sempre, Salvini. Provoca. Chiede ai sindaci italiani di dimettersi. Quando il primo a doversi dimettere è lui. Del resto, da due anni, dalla  irruzione prepotente e arrogante nella politica italiana del segretario della Lega, , il Paese sta digerendo l’ aspro odore  di una guerra civile, di un conflitto sociale e politico non voluto. Sono in tanti a dirlo, nemmeno più a mezza bocca: tutto per colpa di un ministro assetato di potere, che in difesa dei suoi interessi economici e di un  agghiacciante progetto politico sovrannazionale, sta distruggendo il tessuto sociale di una nazione, a tutto danno degli italiani. Sì. se c’è uno che deve rassegnare le dimissioni questo è proprio lui, che sta rovinando l’Italia. FAnno bene i sindaci italiani, allora,  ad accettare  il guanto di sfida, a rispondere alle provocazioni, a dirsi pronti a riconsegnare la fascia tricolore, quello stesso tricolore con il quale Salvini diceva di pulirsi il culo. A costo di essere indagati per abuso d’ufficio. Ma conviene a Salvini? Una situazione del genere porterebbe inevitabilmente al pronunciamento della corte costituzionale. E il risultato è tutt’altro che scontato. Conte,  ora, prova con difficoltà a mediare,  Salvini alza la posta, i sindaci che non si arrendono, non cedono di un millimetro. E comunque vada:  Il momento della disobbedienza civile è ora. Come diceva   Hannah Arendt,  Nessuno ha il diritto di obbedire a leggi immorali.  

Quella di Salvini lo è.  E non si può che essere dalla parte di Don Milani quando scriveva : “Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora io reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni sono la mia patria, gli altri i miei stranieri.”  Ecco,  il ministro dell’interno per la stragrande maggioranza degli italiani è uno straniero. Presto lo capiranno anche i suoi sostenitori che nell’ottundimento di questi anni, hanno perso la capacità di ragionare, parlare, solidarizzare. Soprattutto hanno perso la capacità cristiana di amare il prossimo. Sia esso nero, giallo, musulmano, ebreo o induista.  Quando tutti lo capiranno, per Salvini la pacchia sarà davvero finita.