EPPUR SI MUOVE! QUANDO LA DISUBBIDIENZA CIVILE SI CHIAMA GIUSTIZIA

DI MARINA NERI

 

 

 

“Questo lo chiamiamo un paese di uomini liberi? [chiede amaramente]. A che serve essere liberi da Re Giorgio se continuiamo ad essere schiavi di Re Pregiudizio? Che importa nascere liberi se liberi non si vive? Che valore ha la libertà politica, se non è un mezzo per conquistare la libertà morale? E’ una libertà di essere schiavi, o una libertà di essere liberi, quella di cui tanto ci vantiamo?” ( H. D. Thoreau)

Galileo, uscendo dal tribunale dell’Inquisizione dove fu costretto a fare abiura delle sue idee ritenute rivoluzionarie ed eretiche, ebbe a dire: _ Eppur si muove!_

Centinaia di anni dopo, la famosa frase la pronunciano gli italiani.

Quali? Bella domanda.

Parrebbe, a volere seguire i bollettini di guerra, ops i video solari del Ministro dell’Interno, che sessantamilioni di concittadini,compresi neonati, inclusa me,ovviamente, osannino,invece, colui che sta salvando la patria.

Eppur si muove!

E tendendo l’orecchio si ode il sussurro. Sussurro? No. Si ode il vociare. No. Si ode il canto. No. Si ode la protesta che monta, si estende, si espande.

Eppur si muove!

Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, e’ passato dai proclami, dalle parole, ai fatti.

Con una nota a sua firma, inviata al Dirigente dell’Ufficio Anagrafe del Comune di Palermo avrebbe chiesto allo stesso di svolgere ogni approfondimento giuridico,amministrativo sulla ormai celeberrima ” Legge Sicurezza”.

Fin qui la normalita’ di una attivita’ amministrativa.

Ma Orlando sa benissimo che La Costituzione ha forza di legge. Che la Giustizia e’ la resa sociale dell’applicazione di una legge. Che non sempre la legge equivale a Giustizia.
E, allora, essendo ben consapevole che i tempi della Legge, non sarebbero in questo caso, i tempi richiesti dalla Giustizia, quella che individua nella Vita e nella Dignita’ umana i suoi piu’alti valori, ha deciso di lanciare il guanto di sfida, aperto coraggioso, in controtendenza.

Nelle more dello svolgimento di ogni analisi, Orlando ha disposto “di sospendere, per gli stranieri eventualmente coinvolti dalla controversa applicazione della legge, qualunque procedura che possa intaccare i diritti fondamentali della persona con particolare, ma non
esclusivo, riferimento alle procedure di iscrizione della residenza anagrafica”.

Eppur si muove!

Un guizzo nell’acqua torbida e stagnante della italica pavidita’ e ignavia, quella scientemente condotta,attraverso una puntuale e scientifica teoria della distrazione, a identificare gli untori nei diversi, negli stranieri, negli ultimi fra gli ultimi.

Un tuffo a rompere l’uniformita’ del pensiero costante, a creare cerchi concentrici che, come onde possano propagarsi e lambire i piedi di chi cieco, sordo, muto, rimane sulla spiaggia a fissare l’orizzonte, mentre l’acqua e il sale macerano corpi che di speranza hanno vissuto e di speranza muiono.

Eppur si muove!

Disubbidienza civile, obiezione di coscienza.

Questa la scelta fatta da Orlando e dai sindaci dissidenti.

“Scegliere”, nell’epoca dell’omologazione, un vocabolo desueto e fantastico.

Scegliere, ritenendo ingiusta una legge
e non volendo attendere o non potendo attendere i tempi del giudizio o del referendum, perche’ in ballo ci sono vite umane,il cui valore e dignita’ sono tutelati costituzionalmente, di fare disubbidienza civile.

Questo, tuttavia, deve far comprendere che: farla e’ giusto ma contra legem e quindi chi la fa , dopo, deve affrontare il giudizio per il reato ( amministrativo?)commesso.

La disubbidienza civile, come ogni bellissima iniziativa umana, potrebbe essere preda di arbitrio e, quindi, chiunque, ragionando per assurdo, potrebbe dire che una norma non gli aggrada, non ottemperarvi e, strumentalmente, dichiararsi disubbidiente civile.

Il che, ovviamente, portato alle estreme conseguenze, potrebbe generare anarchia.

Tuttavia, fatte le debite considerazioni dei pro e dei contro, quando il tempo giudiziale o referendario, sono ciclopici, come spesso in Italia accade, rispetto al problema imminente che involge la vita di migliaia di persone che diverrebbero fantasmi, anche nel senso reale del termine, l’azione dei sindaci dissidenti, costituisce unico baluardo contro la deriva inumana .

“Nel processo di Norimberga anche i nazisti colpevoli della Shoah a richiesta trovarono ragioni per giustificare il loro miserabile sterminio degli ebrei.
Io dico, per quel che vale, che prima ci si oppone e si risolve e poi, forse, si pensa alle conseguenze. Il viceversa è solo APPARIRE!.”( F. Briganti cfr web)

L’obiettivo di chi attua la disubbidienza civile dovrebbe essere quello di evidenziare, mediante la stessa, l’ingiustizia, a suo avviso palese, della norma di legge e le conseguenze che essa comporta.

Il che espone “il reo” all’ onta del processo penale perche’ tutti sono soggetti alle leggi dello Stato e non ci si puo’, inopinatamente, discostare.

” Nell’ambito del processo, gli esponenti di questo tipo di lotta proseguono la propria azione politica, denunciando pubblicamente i motivi per cui ritengono errata la legge che contestano.
In ogni caso la disobbedienza civile non può considerarsi una motivazione attenuante o esimente rispetto alla sanzione penale, che deve necessariamente seguire l’avvenuta violazione di legge, fino all’eventuale cambiamento della legge stessa; ciò specialmente se si considera il rispetto della legge come istanza superiore a quella della coscienza dell’individuo”( cifr Wikipedia)

Eppur si muove!

Il salmone, nasce in acqua dolce. Vive in mare. Per amore, per riprodursi,raggiunge la foce del fiume, si immette in quelle acque perigliose e nuota controcorrente. Sa che puo’ non farcela a giungere alla meta, ma non desiste; sa che, comunque, giunto alla meta, si riproduce e muore per lo sforzo del viaggio in salita.

Ma quel pesce che nuota controcorrente e’ consapevole che “non si conosce il suo destino ma ci si concentra sulla sua scelta”.( Massimo Caccia)

E se milioni di italiani a sostegno dei sindaci dissidenti, nuotassero controcorrente?