BEATA CONSAPEVOLEZZA

DI TINA CAMARDELLI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel linguaggio comune, si fa spesso un uso improprio del termine consapevolezza, lo si definisce come sinonimo di mente, di memoria, di razionalità. Comunemente si dice “ne sono consapevole” per intendere semplicemente che si sa una cosa, ma la consapevolezza appartiene a una sfera più ampia ed elevata. Spiegarla è davvero complicato, ci facciamo aiutare da Osho. Lui sosteneva che spesso la consapevolezza viene confusa con l’autocoscienza, cioè coscienza dell’ego; la differenza è sottile, ma sostanziale. La consapevolezza è la luce interiore, l’autocoscienza è la paura, il dubbio, il conflitto. Spesso vediamo persone carismatiche, magiche, che emanano luce, quella luce è la consapevolezza. Se sei consapevole: parli, cammini, osservi, ti siedi con consapevolezza, tutto fluisce naturalmente dall’ essere interiore.
“Consapevole: la vita diventa armoniosa. Autocosciente: la vita diventa fonte di infelicità. Consapevole: realizzi il tuo essere. Autocosciente: continui a inseguire le opinioni degli altri, continui ad andare in cerca della loro approvazione. L’ego ha sempre paura degli altri, perché dipende dalle loro opinioni, da quello che dicono. Se dicono che sei bello, sei bello; se dicono che sei brutto, il tuo ego va in pezzi. Se dicono che sei buono, santo, sei buono e santo; se dicono che sei un peccatore, il tuo ego va in pezzi. La coscienza di sé, o autocoscienza è una grande tensione, dipende dalle opinioni degli altri. Una persona consapevole non ha bisogno del sé. Alla luce della consapevolezza la fiamma del sé scompare. Lei è semplicemente luce senza una fonte, luce che si muove e vive armoniosamente. Non è interessata a quello che gli altri dicono di lei. Non ha bisogno dell’opinione degli altri”. Quando perdi l’autocoscienza avrai più energie, ti sentirai libero da ogni catena, sarai guarito da una brutta malattia, sarai sveglio”.
Quindi la consapevolezza è semplicemente “essere” incondizionatamente, aldilà dei problemi, delle situazioni, dei contesti.
Ogni essere umano possiede la consapevolezza? Potenzialmente si, sia nell’ essere più evoluto, che in quello meno evoluto. Nel primo caso è più sviluppata, nel secondo caso è nascosta, latente, in attesa di manifestarsi. Per alcuni ci vogliono più vite; ecco perché si dice anime giovani. Cioè quelle anime che si sono incarnate poche volte e che devono passare attraverso ripetute esperienze, che servono ad orientarle verso la sua scoperta. Ad esempio: il lombrico striscia sul terreno, ciò che riesce a vedere è limitato, la sua visuale è ridotta. I fili d’erba sono alberi e i sassolini macigni. Lui vede la sua realtà. Un giorno si trova a superare il livello più basso e non striscia più. Adesso ha quattro zampe è un cane, la sua visuale è cambiata, magari di poco, ma quel poco fa la differenza. L’erba diventa soffice e i sassolini li può superare con facilità. Riesce a vedere uno squarcio diverso di realtà. Evolve e diventa aquila e vede il panorama dall’ alto. Il paesaggio è lo stesso, ma la sua percezione è diversa da quella del lombrico e da quella del cane.
Più matura è la consapevolezza più la visione è ampia ed equanime. Innalzandoci vediamo con distanza le cose. Le percepiamo in lungo, in largo, in profondità, possiamo spaziare e penetrare le situazioni, ma soprattutto diventa più facile prenderne le distanze.
Purtroppo la scuola e l’educazione tradizionale non ci aiutano molto a sviluppare la nostra consapevolezza, non ci insegnano: come fare le nostre scelte, come avere autostima, come raggiungere gli obiettivi prefissati, come guardare un problema con distacco. Di conseguenza crescendo, vogliamo sempre una soluzione al problema, desideriamo una risposta, ne cerchiamo la fine. Quindi affrontiamo un problema nuovo con i vecchi schemi. A volte il problema è la soluzione o il non agire, perché permette ad altre situazioni impensabili di fare capolino.
La Consapevolezza è l’ingrediente basilare per qualsiasi cambiamento. Come puoi pensare di cambiare una situazione, se non sei in grado di percepire correttamente quale sia lo stato attuale? Se non so di avere un salvadanaio pieno di soldi, come potrò mai usarli!. Analogamente, se non sono consapevole dei miei mezzi non li userò mai. Ecco perché, se si vuole riuscire nella vita e trovare un proprio equilibrio, è fondamentale crescere e avere consapevolezza.
Per prima cosa devi renderti conto che difficilmente vedi la realtà per quella che è realmente, perché osservi ogni cosa attraverso filtri. Un po come se avessi degli occhiali con lenti colorate. Se vedo tutto giallo, ma so che le mie lenti sono colorate di questo colore, non litigherò con chi vede tutto azzurro, perché mi rendo conto che anche questa persona ha i suoi filtri.
La consapevolezza non elimina le regole, perché ognuno di noi le avrà sempre, ma elimina la pretesa che gli altri rispettino le tue.
La realtà è oggettiva, la tua visione, le tue regole o i tuoi schemi no. La più grande consapevolezza è renderti conto che tu osservi la vita in base ai tuoi filtri, ed ognuno di noi lo fa in base ai propri. Il grande filtro, sono i tuoi schemi, ossia le regole che segui senza accorgertene.
Ecco perché è fondamentale fare un lavoro interiore, su di sé; non è importante quello che accade fuori, intorno a te, ma piuttosto concentrati su quello che succede dentro di te, perché è lì che puoi agire. Se ognuno agisse nel profondo di se stesso, farebbe cose inimmaginabili.
Un grande politico scrisse: “Una società di “individui consapevoli” non sarà né comunista né capitalista, ma piuttosto una società che funzionerà ai massimi livelli con leggi minime. Più debole è la consapevolezza, più leggi e regole sono necessarie; più forte è la consapevolezza, meno leggi sono necessarie”.