FOLLA RAZZISTA CONTRO ORLANDO

DI MARCO GIACOSA

Quando abbiamo perso?
Il post sulla pagina della Stampa sulla manifestazione pro Orlando a Palermo è assaltato dall’inferocita folla razzista, il post sulla pagina dell’Ansa in cui Saviano invita Salvini a aprire i porti non ha un commento a favore di Saviano – o se ora ne ha, ne ha in minoranza netta; in questi giorni in cui molto si parla di migranti sento più spaventoso del solito il nero e lugubre rumore cattivista.
Enrica Bonaccorti, intercettata in tv oggi pomeriggio, a difesa di Koulibaly il calciatore ha detto che siamo tutti neri, giacché tutti africani in origine. Al di là dell’argomentazione, rileva che per *difendere il colore della pelle* abbia premesso: “Adesso si scateneranno tutti, ma”.
Da quando si è invertito il mondo, da quando si è ribaltata l’accettazione sociale – adesso è il non-razzista che deve premettere, quasi scusarsi -, da quando dobbiamo fare attenzione per non urtare la sensibilità di opinioni DISUMANE, VIOLENTE, RAZZISTE, FASCISTE?
Al bar stamattina uno diceva “Eccerto [che non va dato agli stranieri], è reddito di cittadinanza, se uno è non cittadino, che vuoi dargli?”. Ignoranza vera o per opportunismo, in ogni caso come dire a questo e ai milioni di altri signori che clandestino, regolare, cittadino, sono posizioni amministrative decise dall’uomo per l’uomo, non sono categorie in natura, clandestino non è una qualità, non è caratteristica umana, relativa alla persona, ma l’esito di una firma su un documento?
Clan-des-ti-ni, bercia quello là, evocando nei fedeli i topi di fogna, lerci, fiere che vivono all’oscuro della notte, nello sporco, violenti per nascita, desiderosi di attentare ai corpi, alla salute e alle proprietà dell’uomo perbene, cioè bianco, italiano e con soldi in banca.
Re-go-la-ri, sputacchia, consapevole che il regolare lo crea o lo disfà a piacere e per convenienza, e però re-go-la-ri suona bene, alle orecchie dei pappagalli che ripetono senza requie né amor del vero ma con le sole forze della rabbia e del rancore tutti i dogmi fasulli dell’infame propaganda.
Sono la stessa persona. Il clandestino e il regolare sei tu con o senza la carta di identità – questo è quello che non dice mai, non si deve sapere, anzi nessuno vuole sapere, non importa, nulla importa, importa la rivalsa, danneggiare persone colpite dalla sentenza: nemico.
Quando e soprattutto perché abbiamo ceduto a questi cani rabbiosi di Orwell?