I DUBBI DI COSTITUZIONALITÀ DELL’ANPI

DI MICHELE PIZZOLATO

L’ANPI ha scritto una cosa, e lo dico da militante ANPI appassionato, molto confusa. Il titolo è corretto “L’ANPI con i Sindaci che resistono costituzionalmente“; il testo contraddice subito il titolo: “è un fatto molto positivo che alcuni Sindaci, per rispetto pieno della Costituzione, abbiano deciso di sospendere l’attuazione di quelle parti della legge sicurezza e immigrazione inerenti l’attività dei Comuni”.

Resistere costituzionalmente vuol dire rispettando la Costituzione antifascista.
– È contro la Costituzione antifascista violare le leggi, disapplicandole arbitrariamente, al di fuori dei modi previsti dalla Costituzione.
– È contro la Costituzione disattivare una legge PRIMA del giudizio di incostituzionalità. Ancora più grave che a farlo siano dei sindaci, vincolati dall’art. 54 della Costituzione: “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”.

Il rispetto delle leggi – anche quelle che non piacciono e fino a cancellazione o revisione – è la più elementare delle forme di disciplina democratica e di cultura della legalità. Quello dei sindaci è un precedente pericolosissimo, che autorizzerà violazioni della legge in nome della disobbedienza civile: autorizzerà sindaci a disapplicare la legge sulle unioni gay, autorizzerà l’obiezioni fiscale.

I dubbi di Costituzionalità della legge esposti da ANPI sono i dubbi di molti. Anche i miei. E bene fa ANPI a sostenere il vaglio del decreto alla Corte Costituzionale. Ma contestare l’incostituzionalità di una legge violando la Costituzione antifascista non è via che si possa condividere.