BENVENUTI A MARWEN. LA RESILIENZA DI UN UOMO NELLA NUOVA PELLICOLA DI ZEMECKIS

DI COSTANZA OGNIBENI

Mark Hogancamp è un trentottenne dalla vita dissoluta e in lento disfacimento: ex marine dell’esercito americano, divorziato, alcolizzato, lavora in un bar come cameriere e talvolta come illustratore, sempre che nel frattempo le sbronze non abbiano avuto la meglio e gli abbiano consentito di alzarsi dal letto della roulotte dove vive.
Mark ha delle passioni piuttosto singolari, perverse, come le definirebbe qualcuno sentendo parlare di travestitismo e scarpe col tacco, e se questo qualcuno si trova insieme alla sua combriccola di omofobi nel luogo in cui il nostro le sta esternando per la prima volta, finiremo per vederne delle belle: picchiato quasi a morte dai cinque delinquenti, Mark entra in coma per nove giorni; un coma dal quale si risveglierà, ma le conseguenze del pestaggio si riveleranno catastrofiche. Quei calci e quelle percosse cancelleranno dalla sua mente qualsiasi traccia di ricordo e l’uomo, impossibilitato a proseguire le cure presso l’ospedale nel quale era stato ricoverato, dovrà cercare una propria via per la completa guarigione.
Di metodi di auto riabilitazione se ne sono sentiti di tutti i colori, ma sentir parlare di una vera e propria installazione che riproduce un piccolo villaggio belga popolato da sole donne dove un uomo in guerra contro l’esercito nazista e con le stesse sembianze di Mark sarebbe inavvertitamente atterrato, desta comunque una certa meraviglia. Eppure è proprio questa la via che il nostro seguirà, e con risultati a dir poco sorprendenti: Mark costruirà una vera e propria narrazione, i cui protagonisti sono i personaggi che appartengono alla sua quotidianità e le storie il risultato delle ricostruzioni dei suoi album fotografici.
E se quanto appena narrato fosse semplicemente l’ennesimo prodotto della fervida immaginazione del genio di Ritorno al Futuro e di Forrest Gump – alias Robert Zemeckis – ci troveremmo di fronte a una vicenda, nella sua eccentricità, ancora piuttosto ordinaria. Ma la storia di Mark Hogancamp è sì la trama della nuova pellicola distribuita da Universal Pictures dal 10 Gennaio, ma è anche la storia di un uomo realmente vissuto tra gli anni settanta e il ventunesimo secolo, la cui esistenza era stata interrotta per nove giorni da una banda di criminali; una tragedia che tuttavia gli diede l’opportunità di rinascere attraverso una vera e propria forma d’arte, espressa nella creazione di un mondo parallelo, una cittadina in scala 1:6 che chiamò Marwencol, nome mutuato da un mix tra il suo e quello dei suoi primi amori giovanili, Wendy e Colleen, le cui storie divennero pezzi di memoria che andarono man mano inserendosi nuovamente nel suo bagaglio. Mark divenne autore e regista di veri propri drammi, a tratti comici, ma sempre coinvolgenti che iniziò a catturare attraverso una vecchia Pentax. Il caso volle che l’allora celebre fotografo David Naugle fosse il suo vicino di casa e una volta arrivate nelle sue mani le foto, fu proprio lui a incoraggiare Mark a renderle pubbliche: l’interesse del mondo dell’arte si fece subito sentire e gli scatti vennero esposti in una galleria di Manhattan. Ne seguì un libro e poi un documentario.
Conosciamo così la storia di questo eccentrico personaggio, ora riproposta in una pellicola che metterà insieme attori reali e animazione 3D, con Steve Carell protagonista e a cui forse un occhio varrà la pena darlo.