IL MONDO DISTORTO DEI LEGHISTI

DI MARCO GIACOSA

I sindaci ribelli? Molti prendono tra 6 e 8 mila euro.
L’accoglienza? È un business che arricchisce quelli di sinistra.
I giornali? Vivono con i nostri soldi.
Il barbone di Trieste? Dicono che cambi tutti i giorni 100 euro di monetine al bar.
Ti piace l’Europa degli Stati e non delle nazioni? Sei pagato da Soros.
La chiesa di Bergoglio? Lucra sui migranti.
Saviano? Ha l’attico a New York.
Salvini e i leghisti guardano il mondo attraverso l’esclusivo filtro dei soldi. È la retorica con cui scaldano i fedeli e screditano l’avversario: attento, lui è contro di noi, perché guadagna soldi, quelli che tu non hai più o non avrai mai o quelli che ti vogliono portare via.
Il loro mondo è il forziere di Paperone, miliardi di lire in un bunker, il fucile con il colpo in canna, ogni relazione stabilita con l’esclusivo criterio della convenienza economica, tu vali se e in quanto mi porti o non mi porti via soldi. Volendo è un mondo semplice, forse è questo il segreto del suo successo.