GOLDEN GLOBE: VINCONO BOHEMIAN RHAPSODY E ROMA. E LADY GAGA PIANGE

DI CHIARA BERNARDINI

Red Carpet griffati, inaspettate premiazioni, lacrime di gioia e diverse novità nella notte del settantaduesimo appuntamento con i Golden Globe. Se l’edizione del 2018 è passata alla storia per il #metoo e i vestiti luttuosi in segno di protesta contro la violenza sulle donne, questa appena conclusa porterà con sé la lotta al razzismo, alle discriminazioni e l’esaltazione alle diversità.

Sul palco di Hollywood Sandra Oh, celebre attrice nelle prime dieci stagioni di Grey’s Anatomy , e Andy Samberg, protagonista del comedy Nine – Nine, hanno consegnato i premi agli attori e ai rispettivi film intrattenendo il pubblico per la durata della cerimonia. “Siamo su questo palco perché siamo rimasti gli unici in tutta Hollywood a non aver detto niente di offensivo” hanno ironizzato in pieno stile americano i due conduttori riferendosi a Kevin Hart che ha rinunciato alla conduzione degli Oscar a seguito di dichiarazioni omofobe sui social media.

La storia di Freddie Mercury riceve ben due globi d’oro, uno dei quali sembrava già destinato a Bradely Cooper che, con il suo primo debutto da regista di A Star is Born, ha dovuto cedere al collega Bryan Singer. Miglior film drammatico e miglior attore Rami Malek dunque per Bohemian Rhapsody che ha portato sul grande schermo i primi quindici anni dell’irriverente musica rock dei Queen.

A Lady Gaga si pensava venisse assegnata la statuetta come protagonista della pellicola di Cooper, ma le sorprese non sono mancate. Diversamente dalle aspettative a ricevere il premio come miglior attrice drammatica è stata Glenn Close, nel film The wife. Le lacrime dell’icona del pop, però sembrano essere di gioia dopo la consegna del globo per Shallow, canzone nel musical A Star is Born, che anche qui però si deve accontentare della singola canzone. Il premio per l’intera colonna sonora, infatti, se lo aggiudica Justin Hurwitz per First Man, racconto del primo uomo andato sulla luna.

Anche Adam McKay ha dovuto ridimensionare le proprie ambizioni, sentendo nominare il suo film Vice – L’uomo nell’ombra solamente per la statuetta consegnata a Christian Bale, protagonista della pellicola che racconta la storia di Dick Cheney, 46esimo vicepresidente degli Stati Uniti.
Conferma il suo grande successo Alfonso Cuarón, che con il suo capolavoro Roma riceve le statuette di miglior regia e miglior film.

Per le commedie vince l’amicizia e la lotta al razzismo. Green Book, secondo la critica, merita il globo come miglior film in questa categoria e Mahershala Ali come miglior attore protagonista. La pellicola viene riconosciuta anche per la migliore sceneggiatura.
Per lo stesso genere, Olivia Colman viene riconosciuta come miglior attrice protagonista in La Favorita.

Tra le nuove case di produzione vince su tutte Netflix, che si porta a casa le statuette per Roma, Bodyguard e la serie The Kominsky Method.
La cerimonia si conclude con l’introduzione del premio alla carriera televisiva consegnato a Carole Burnett, leggenda della televisione americana. Essendo lei la prima in assoluto a riceverlo, come da tradizione per le prossime edizioni questo porterà il suo nome.

Quale miglior occasione se non in cerimonie come quella del Golden Globe per azzardare al look perfetto. L’abito giusto, infatti non deve mai mancare. Quest’anno sui Red Carpet vincono le firme italiane. Gucci, Prada, Valentino, Armani Privé, Giambattista Vialli, Miu Miu sono stati i protagonisti di alcuni degli abiti nella serata Hollywoodiana.