SALVINI È SCARSO, MA HA SUCCESSO. ECCO PERCHE’

DI ROBERTO SCHENA

Salvini non è un genio della politica. Raddoppia i consensi e questo è straordinario, ma siccome lo conosco bene da almeno 30 anni so che non è un genio, non è intelligente. Men che meno uno statista. Impossibile che lo sia, è senza personalità. Non ha idea della società che vuole, se non bigotta e, in fondo, autoritaria. Dice di essere cattolico, ma a loro non piace affatto. Non sa se è liberale, liberista o statalista, o socialdemocratico o democristiano. Nemmeno ha una cultura per fare il ministro, privo di tatto e diplomazia, anzi, ha scarsa cultura generale e quasi sempre vedute ristrette, provinciali, prive di un respiro non dico europeo, che sarebbe troppo, ma perfino nazionale.
Eppure ha successo. Un grande successo. Stando ai sondaggi batte i 5 stelle. Non ci credo tanto, ma è lecito chiedersi come mai.
Ecco perché: dietro ha un partito compatto, serio, collaudato, che gli facilita molto le cose, le analisi, le reazioni. Ha ottimi consiglieri nei parlamentari di vecchia data come Calderoli, è circondato da altrettanti bravi esperti come Giorgetti, in campo economico ha Bagnai, Borghi, Savona. Ha giovani capaci di vedere lontano, come Molteni. Ha un ufficio stampa diretto da Luca Morisi, da 20 anni in Lega, “docente universitario esperto nella progettazione di database, web application e Intranet/Extranet”. La sua forza nel dire risolutamente no agli immigrati gli viene dalla Lega, più che mai decisa a raggiungere questo obiettivo. Tale determinazione colpisce molto gli italiani, a torto o a ragione, perché dimostra che i leghisti vogliono uno stato serio, non una repubblica delle banane. Mostrano di credere profondamente nell’ordine pubblico almeno quanto la sinistra nello stato di diritto. Non è che la Lega non creda in quest’ultimo, solo dà priorità al motto Law & Order in senso più televisivo che fascistico. E non da quando c’è lui alla guida, già 20 anni fa ai tempi di Bossi. La Lega non ha nemmeno la cultura, l’ideologia, il retroterra socio.culturale per essere fascista (ce l’ha la Meloni).
Ciò nonostante, Salvini commette errori marchiani, come attaccare a sproposito esponenti della Commissione Europea, mettendo in grandi difficoltà il governo, attacca i sindaci dell’opposizione preoccupati dalle leggi troppo aggressive, soffia continuamente sul fuoco quando basterebbero poche parole di distensione per rimediare un applauso invece che rabbia. Come si vede non è un genio. Eppure tutto gli è perdonato. Perché? Perché ha un partito serio a sorreggerlo e, soprattutto, compatto, che ha capito una cosa: si governa con la competenza e, soprattutto, dimostrando compattezza, costi quello che costi.