E’ UN MISTERO LA MORTE DI QUATTRO NEONATI A BRESCIA

DI CLAUDIA SABA

Era già accaduto.
Nello stesso reparto di Terapia Intensiva neonatale degli Spedali Civili di Brescia, in agosto, quando una epidemia aveva provocato la morte di un neonato.
Si scoprì poi, che la causa era da attribuire ad un batterio, il Serratia marcescens.
L’inchiesta portò a 16 indagati, tra medici e infermieri.
Tutti accusati di omicidio colposo e il reparto venne chiuso per qualche giorno.
A distanza di qualche mese, sempre nello stesso reparto, altri quattro neonati sono morti.
Tra loro c’è Marco.
La sua mamma, Denise Malvicini, ha inviato una lettera al quotidiano della città
Bresciaoggi per denunciare l’accaduto.
“Mi dicono che Marco ha preso un batterio, non si sa quale. Parlano di sepsi”.
E racconta che in quel reparto anche altri neonati stanno male.
I quattro neonati morti erano tutti nella stessa stanza.
E non può essere un caso.
Così la ministra Grillo ha mandato gli ispettori.
La Procura indaga solo su tre dei quattro decessi.
Oltre la Procura indaga anche l’Ospedale mentre la Regione ha disposto una commissione interna. “Gli esperti della Commissione – sottolinea l’assessore regionale Gallera – concluderanno i lavori entro 30 giorni”.
Intanto i carabinieri del Nas hanno acquisito tutte le cartelle cliniche dei tre piccoli pazienti deceduti e insieme alla Procura di Brescia
stanno valutando come procedere.
Sulla prima bambina, morta il 29 dicembre, è già stata effettuata l’autopsia, mentre oggi potrebbero essere eseguite sui piccoli pazienti morti sabato.
Il ministro della Salute, Giulia Grillo, vuole capire se esiste una correlazione tra i vari casi avvenuti nell’ospedale oppure se le cause siano diverse per ogni neonato.
Secondo l’ospedale, invece, “non sussiste alcuna relazione tra i tre eventi”.
Il presidente della Società Italiana di Neonatologia, il dottor Fabio Mosca, cerca di non creare allarmismi invitando a tener conto delle condizioni precarie in cui si trovano i pazienti che arrivano in quel reparto.
Dai primi accertamenti, non sarebbero emersi al momento, collegamenti tra le morti dei quattro neonati, avvenute tutte, in “condizioni di criticità”.