IL CALCIO AI MIGRANTI, LA PACCA AGLI ULTRAS

DI LUCA SOLDI

 

 

ECCO LO STATO delle cose, un calcio ai migranti e una pacca sulle spalle ai discoletti che minano la sicurezza negli stadi.
Eccoci spietati con gli ultimi e fragili, deboli, molli con chi alza la voce, grida, offende in infine alza le mani.
Ed in certi casi uccide nel nome del tifo.per una fede bestiale.

Matteo Salvini è riuscito nel compito del mettere a sedere il mondo del calcio attorno a un tavolo dopo la tremenda notte di Milano contrassegnata dagli scontri fuori dallo stadio Meazza, che hanno provocato la morte di Daniele Belardinelli, mentre nel catino si sentivano ben forti e chiare le grida razziste contro il difensore del Napoli Koulibaly.

Conclusa la riunione il ministro dell’Interno, ricordando che va allo stadio da 40 anni, non annunciato interventi straordinari come la semplificazione della procedura per sospendere le partite di calcio, al momento incagliata sul doppio ruolo arbitro-responsabile ordine pubblico, o le partite a porte chiuse.
Niente di tutto questo, nessuna intenzione di turbare il grande gioco che allieta le discussioni del popolo.
Una pacca benevola ha concluso la giornata che aveva preoccupato un poco i vertici del grande calcio.
Sentimenti ben più duri sono invece riservati ad altri.
Ci sono i migranti a rappresentare il male.
Sono loro che ci riducono in miseria reale e morale

Ed in particolare sono quelle 49 anime in mezzo al Mediterraneo che distruggono il nostro senso di Paese
Ecco il nostro essere fragili con i forti ed il nostro essere forti, spietati con i deboli che ci fa vergognare