L’EPIFANIA E LE LUCINE DI NATALE O QUANDO RUSSARE E’ IMPORTANTE

DI MARIO RIGLI

L’Epifania e le lucine di Natale o quando russare è importante.

“L’Epifania tutte le feste le porta via” dice un antico adagio, mio padre diceva “son finiti balli e suoni e rompimento di coglioni”. Per Lisa e per me le feste dovevano finire qualche giorno prima, due notti fa. Le lucine di Natale si erano già rotte da un pezzo.

Sento la solita gomitata, une delle due o tre che Lisa mi da durante la notte perchè mi rigiri, cambi posizione ed smetta, almeno per un po’ di russare. “Guarda che non stavo russando” dico a Lisa “ma mi giro lo stesso” rispondo un po’ incazzato. A parte che stavi russando come un dromedario, ma sento puzzo di bruciato. Si, buonanotte c’è puzzo di bruciato come quando senti i ladri, almeno due o tre volte la settimana. Ma ormai sono sveglio, sento un puzzo irrespirabile, ha ragione Lisa. Mi alzo senza accendere l’abat jour e apro la porta.

Un nuvola nerissima, spessa, acre e mi spinge indietro e quasi mi fa cadere sul piccolo canapè in fondo al letto, Lisa comincia a tossire in maniera convulsa. Mettiti il cuscino in faccia le dico e apri la finestra!

Mi tappo la bocca, indeciso se far saltare Lisa e saltare anch’io dalla finestra. Vado verso il bagno. Non vedo nulla. Accendo la luce, ma fa appena un piccolo chiarore, ovattata da un fumo caldo, spesso e nero. Apro la finestra. Con la mano sul naso e sulla bocca arrivo alla finestra dello studio e dell’altra camera spalanco le due finestre. Ma non ce la faccio ad scendere le scale per il piano di sotto, da dove arriva il fumo, non vedo nulla, ho gli occhi che mi bruciano, e la gola arsa e impastata. Ritorno in bagno, metto a mollo un pezzo di stoffa e me lo stringo in faccia. Solo dopo mi accorgerò che era l’asciughino per il bidè, ma serve bene allo scopo. Giù in fondo alle scale vedo un chiarore. Ce la faccio a scendere in qualche modo. Le Lucine di Natale messe dentro il grande vaso decorato, come rametti augurali, stanno bruciando e colando plastica che lascia fiammelle su tutto il pavimento. L’armadio guardaroba è già annerito, si sta screpolando e di lì a poco comincerà certamente a bruciare. Devo far veloce. Ma non posso buttare acqua sui filamenti elettrici in fiamme! Ho una mano che preme l’asciughino con l’altra trascino una sedia, ci salgo e riesco a spengere il generale. Lisa si impaurisce ulteriormente. Tranquilla sono io! Prendo la pentola dei ceci la riempio d’acqua e la butto sulle lucine. Il principio di incendio, come direbbero i pompieri, ma per me molto più grave si spenge quasi subito. Apro il portone e il fumo nero comincia ad andarsene, apro la finestra della sala da pranzo e del cucinotto. Rientra Briciola da lì, per fortuna aveva passato la notte fuori. Rientra solo un attimo e se ne scappa subito impaurita. Alla mia gatta da noia anche il fumo della mia sigaretta, figuriamoci se entra.

Dopo una mezz’oretta il fumo non c’è più, almeno mi pare. Richiudo le finestre e torno a letto. Mi rialzo, vado a buttare ancora un secchio d’acqua sul vaso decorato, ormai a pezzi. delle lucine di natale.

Chiudo la porta, di camera, Lisa chiude la finestra e ci rimettiamo a dormire.

La mattina dopo.

Ho paura ad aprire la porta. Cazzo! Tutti i miei libri, tutti i miei quadri sono neri! Dei piccoli filamenti appiccicosi sono depositati su tutto, la tazza del bagno, la tastiera del Pc, sulle mie sculture sulle scale. Le ragnatele invisibili prima e trasparenti sono diventate degli orribili fili neri in ogni dove, fra i libri, sui quadri, sui rosoni del soffitto, sui lampadari. Le pareti sono annerite. Questa primavera mi devo sobbarcare anche il lavoro di imbianchino. Di una cosa sono contento, quel principio di incendio, mi ha ringiovanito! Allo specchio ho nuovamente i capelli neri dei miei trent’anni!

Niente da fare Lisa, si ricorda dei suoi trascorsi da parrucchiera e mi lava la testa, riprendo di colpo il colore dell’età e spero anche la saggezza perduta per una notte.

Lo specchio ovale dei primi del novecento all’ingresso è incrinato in più punti, la pastiglia dorata della cornice è del colore del bronzo, l’armadio aveva già cominciato a fare le bolle sulla laccatura e così il pralinato che Lisa ha dipinto color viola della parete. Credo che non restaurerò queste cose, ma le lascerò così per ricordo.

A distanza di due giorni, il puzzo acre della plastica bruciata si sente ancora e mi balena una immagine della giovinezza ricordando quella notte: Quel puzzo acre in gola lo ricordo bene! Mi rivedo ragazzo sul greto del Ciuffenna dove insieme agli amici bruciavamo i fili elettrici per liberare il rame e venderlo al “Billera” per fare qualche soldo per la fiera di Settembre.

Bello però cominciare il nuovo anno con una nuova esperienza, mai vissuta fino ad ora!