PUÒ IL GOVERNO SOSTENERE LA RIVOLTA ANTIMACRON?

DI SERGIO SERGI

“Gilet gialli non mollate”, scrive il vicepresidente del Consiglio italiano Di Maio ai manifestanti francesi. E offre loro strumenti concreti per “organizzare eventi” sul territorio francese tramite la “piattaforma Rousseau”. Dunque, un capo (o vice) di un governo dell’Ue interviene operativamente nelle dinamiche politiche di un altro Paese per sovvertire il sistema di governo di quel Paese nel nome del principio della democrazia diretta. Qui il sovranismo è scomparso. Invece c’è la pubblica ingerenza di un governante straniero, al pari del suo socio in vicepresidenza e ministro dell’Interno che gli tiene bordone per non essere da meno.
Si ricorda al colto e all’incolta che il ministro degli esteri italiano, Moavero Milanesi, nello scorso giugno convocò alla Farnesina l’ambasciatore di Francia per sollecitare le scuse di Parigi dopo le pesanti accuse di Macron sulla vicenda della nave Aquarius. Non ci si sorprenda se l’ambasciatore italiano a Parigi fosse convocato a breve a Matignon o all’Eliseo.