CINQUE MILIONI DI ITALIANI ANELANO AI 780 EURO DELLA PENSIONE, MA SOLO IL 5% LI OTTERRA’

DI MARINA POMANTE

Il Governo gialloverde ha varato la legge che adeguerà le pensioni alla soglia minima di 780 euro.
I pensionati con pensione minima che non raggiungono tale importo, avranno un adeguamento che porterà il proprio trattamento pensionistico alla soglia indicata, ma su un articolo di “Libero”, ci si chiede se tale Misura riguarderà tutti, come promesso dal Governo e in special modo dal Movimento 5 Stelle. Il quotidiano riprendendo quando afferma un altro giornale: “La repubblica”, risponde di no, spiegando, che la pensione di cittadinanza riguarda 5 milioni di italiani e se venisse elargita a tutti, i conti esploderebbero e allora la stima è di un beneficio che riguarderà in realtà solo un bacino di 200/250 mila pensionati su 5 milioni, che rappresentano il 4-5 per cento.
La conclusione riportata dalla testata giornalistica è che a fronte dei 6 miliardi e 100 milioni stanziati per il reddito nel 2019, saranno solo 900 milioni che andrebbero nella pensione degli aventi diritto, perchè per ricevere l’integrazione alla soglia minima dei 780 euro sono fissati dei parametri: sarà valutata l’Isee (entro il tetto dei 9.360 euro) del reddito complessivo familiare (7.560 euro che arriva in caso si sia in affitto a 9.360 euro). Altro parametro vincolante è l’età che prevede che entrambi i coniugi abbiano compiuto i 65 anni. Si valuterà per accedere all’adeguamento, anche l’eventuale patrimonio immobiliare che non potrà essere superiore ai 30 mila euro, oltre la prima casa. Il conto corrente dell’eventuale beneficiario non potrà essere superiore ai 6 mila euro, saranno valutati inoltre gli investimenti finanziari, il possesso di auto e moto che dovranno essere di bassa cilindrata ed essere in possesso da più di 6 mesi. Se poi si possiede un barca non si avrà diritto all’adeguamento dell’importo della pensione.
Ulteriore elemento di critica del giornale è che “sempre secondo le bozze”, l’adeguamento avverrà nella misura di un totale di 630 euro e non dei 780 euro promessi, perchè la differenza pari a 150 euro sarà erogata solo ai pensionati che vivono in un’abitazione in affitto. E conclude l’articolo, va fatta la considerazione che il 95% dei pensionati possiede una casa di proprietà.
Insomma tanto rumore per nulla, verrebbe da pensare, tuttavia trattandosi di una bozza e con ancora nulla di definitivo converrà attendere la stesura definitiva del Governo in tale materia per procedere a valutazioni ed eventuali critiche, perchè altrimenti si rischierebbe di andare ad ingrossare il coro dei disfattisti o almeno degli allarmisti. In questo momento i dati conosciuti sono questi che le due testate hanno spiegato con dovizia di particolari e che ovviamente aprono una implicita critica ad una promessa da marinaio ad opera dell’Esecutivo.