ELENA SOFIA RICCI SI CONFESSA: ”IO, VIOLENTATA A 12 ANNI”

DI CLAUDIA SABA

Dietro ogni donna c’è un’ombra del suo passato, di un’adolescenza più o meno densa di ricordi.
E primavere, seguite a volte
da inverni infiniti.
Elena Sofia Ricci, una delle attrici più amate del cinema e della tv italiana, l’inverno più lungo lo ha vissuto a 12 anni.
È lei stessa a raccontarsi al giornale Libero parlando dello
stupro avvenuto quando era ancora una bambina.
“A 12 anni sono stata abusata. Non l’ho mai dichiarato prima perché purtroppo è stata mia madre a consegnarmi, inconsapevolmente, nelle mani del mio carnefice, mandandomi in vacanza con un amico di famiglia”.
Solo adesso può parlarne liberamente, dopo oltre 40 anni e dopo la morte della mamma.
Elena tenne tutto per se’ ma non fu l’unica vittima.
Altre donne avevano subito violenza da quell’uomo così denunciarono i fatti e fu arrestato.
L’attrice che si è sempre battuta contro ogni tipo di abuso verso le donne si schierò subito a favore del movimento #metoo: “Nel mio caso si tratta di pedofilia, ma un abuso resta un abuso – ha aggiunto – Nessun uomo ha il diritto di usare il proprio potere per abusare di una donna. Quando una bambina che diventa ragazza è fragile, può arrivare a pensare di non meritarsi nulla e che deve vendersi. Non è sempre facile dire no”.
E non deve esserlo stato neppure per lei.
Come per nessun’altra donna
ma per una bambina è sempre più difficile parlare.
E allora si impara a crescere come gli alberi.
A spogliarsi quando fa freddo,
a diventare oggetti
aspettando che arrivi la primavera.
Solo allora si torna a sentire il tepore e a rivestirsi.
Oggi Elena si riappropria finalmente di sè diventando una donna consapevole.
E dietro una donna consapevole c’è sempre una donna nuova che accetta di diventare grande.
Con tutto il suo carico di dolore e di bellezza sulle spalle.
Tra pochi giorni l’attrice tornerà su Raiuno con la nuova serie di “Che Dio ci aiuti” che andrà in onda dal 10 gennaio.
“Trovo che Suor Angela sia un personaggio particolarmente progressista e controcorrente, in quanto fervente cristiana. La figura di Cristo e il suo messaggio sono infatti rivoluzionari, oggi come allora: trovo che parlare di perdono o di compassione, in un’ era come la nostra, sia molto forte”.
E il perdono oggi, come allora, resta l’unica arma potente per liberarsi del passato e vivere un nuovo presente consapevole.